Arezzo – La Lilt, Lega Italiana Lotta ai Tumori di Arezzo, guidata dalla “inarrestabile” imprenditrice Franca Buffoni, continua ad essere una fucina di idee e iniziative finalizzate alle numerose attività del sodalizio. Ambulatori per la prevenzione, informazione e divulgazione, campagne mirate per contribuire alla dura battaglia contro i tumori. Il tutto in stretta collaborazione con altre associazioni e soprattutto con la Usl 8, istituzione deputata alla cura della salute dei cittadini, che da sempre accoglie favorevolmente ogni forma di collaborazione che arriva da cittadini singoli ed associati.
La Lilt, assieme all'Aidap (Associazione Italiana disturbi alimentari) e alla Onnlus Monnalisa hanno organizzato una riunione conviviale per raccogliere fondi, sempre necessari e fondamentali per lo sviluppo dei propri progetti.
Ma una serata svoltasi al ristorante la Nave di Castiglion Fiorentino, in cui era ospite d'onore la scrittrice e pittrice macedone Antoaneta Dzoni, che ha presentato il suo ultimo libro “Imperscrutabile cammino della mente”, e donato una sua pittura, si è trasformata in una occasione di conoscenza e di avvio di un nuovo progetto finalizzato al miglioramento dell'ambiente e, come conseguenza indiretta, anche della salute dei cittadini.
E' stato il Direttore Generale dell'azienda, Enrico Desideri, che intervenendo sulle attività della Lilt, cioè la lotta ai tumori, ha spiegato come l'ambiente nel suo complesso, può determinare condizioni favorevoli alla evoluzione di certe malattie, se non ci si preoccupa di migliorarlo e di evitarne il degrado.
La gestione dei rifiuti, i consumi di energia elettrica, la produzione da fonti rinnovabili sia di calore che di elettricità, l'ottimizzazione del consumo delle acque: temi sui quali si sta già lavorando, ma che necessitano di un impulso e di una accelerazione per dare concretezza a progetti in gran parte elaborati. Desideri ha spiegato che l'Azienda intende affiancare alla propria struttura anche un'altra figura professionale, quale un giovane ingegnere specializzato in gestioni ed impianti ecoambientali. L'idea è quella di una borsa di studio da conferire a neolaureati con particolari capacità. Così, comprendendo che la lotta ai tumori si può fare anche migliorando la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti nelle strutture sanitarie, incrementando la autoproduzione di energia elettrica e calore, ottimizzando il consumo di acqua, sull'impronta è stato deciso di “dirottare” i proventi della serata proprio su questa borsa di studio. Una idea che tutti i presenti (oltre 150), hanno accolto con un applauso, garantendo da subito una valida base per procedere in questo progetto.
Ogni anno la sola Azienda sanitaria, fra calore, energia elettrica, gestione dei rifiuti e consumo di acqua, spende 15 milioni di euro. E' il 3 % del bilancio dell'azienda, ma ogni azione che potrà essere attuata in questo particolare comparto, consentirà in primo luogo di ridurre l'inquinamento diretto e indiretto, ma anche di recuperare risorse economiche impiegabili direttamente nel miglioramento dei servizi di assistenza ai cittadini.