“Norme razziste al limite dell’apartheid, vergognoso affronto alla dignità umana: questo è il pacchetto sicurezza approvato in via definitiva dal Senato recentemente”. Con questo giudizio di Marco Tulli (Sinistra) è cominciato il dibattito sulla mozione inerente le nuove norme. “Nel suo impianto complessivo – prosegue Tulli – la legge non tende in alcuna maniera alla tutela delle persone migranti da parte dello Stato ma si basa sulla totale repressione delle stesse, dei loro bisogni, delle loro domande, l’obbligo di esibizione del permesso di soggiorno per l’accesso ai pubblici servizi e agli atti di stato civile. Diventerà rischioso denunciare all’anagrafe la nascita di un figlio da parte di genitori clandestini, con l’eventualità, assolutamente non remota, di avere una serie di minori non denunciati e dunque ‘fantasmi’. All’art. 3, poi, il fiore all’occhiello: le ronde. Respingiamo il concetto perché la giustizia fai da te è il modello far west. Esistono polizia, carabinieri, vigili urbani, esistono percorsi partecipativi che fanno emergere il tessuto sociale, fanno vivere le piazze della città, fanno uscire di casa la gente e rendono così la città realmente sicura. A proposito di case, ogni statistica conferma che sono molto più insicure proprio le pareti domestiche dove avvengono violenze specie nei confronti delle donne. Che facciamo, mettiamo una telecamera in ogni appartamento? Per fortuna l’art. 3, comma 40, consente al Sindaco, di concerto con il Prefetto, di avvalersi o meno delle ronde. Noi chiediamo al Consiglio Comunale di dare mandato al primo cittadino di non avvalersi di questo strumento di inciviltà”.
Raffaello Giorgetti (Fi verso il Pdl) si chiesto come “si fa a invocare la non applicazione non tanto dell’istituto delle ronde ma dell’intero pacchetto sicurezza, una legge dello Stato? Qui si prefigurano addirittura ipotesi di reato rispetto alle quali non mi farò trovare corresponsabile”.
“Approccio ultra-ideologico, della sinistra, nei confronti di quanto viene dall’attuale Governo” è stato il giudizio sulla mozione da parte di Stefano Baldi (Fi verso il Pdl) che ha aggiunto che “la legge ha un ottimo impianto e il grande merito di guardare a tutti e a ciascuno. Quel ciascuno è chi vuole entrare regolarmente nel nostro paese cercando lavoro e chi è già in regola: questi sono tutti cittadini italiani. Solo una società che si dà delle regole ha la possibilità di mettere ordine e trasformare l’emergenza sociale in fenomeno occasionale e gestibile”.
Per Francesco Francini (Gruppo misto) “la sinistra non prende più un voto nelle aree popolari del nostro paese, perché pretendere di mettere accanto chi già sta male in Italia con chi sta male ed è straniero, è una ricetta fallita che crea, essa sì, razzismo. Il Governo si è messo sulla strada di un approccio laico, tendente a risolvere i problemi, da quello delle badanti, a quello degli italiani furbetti che sfruttano la clandestinità per i loro affari, le norme nei confronti dei nostri connazionali sono rigorose e prevedono il carcere, dal respingimento in mare, che non è affondamento delle barche, avvenuto invece durante il Governo Prodi, di un barcone di albanesi, a quello delle ronde: a tal proposito ben venga la loro regolarizzazione, altrimenti ci troveremmo a una crescita disordinata di un fenomeno che esiste peraltro già in varie realtà cittadine. La mozione non è che un modo per tenere in ostaggio il Sindaco sulle politiche della sicurezza”.
Per Guglielmo Borri (Gruppo misto) la mozione “è demagogica perché vuole vincolare la Giunta in maniera politicamente poco onesta: c’è una legge dello Stato che dà alcuni strumenti, alcuni sicuramente perfettibili. Andrebbe discusso come applicarli nel nostro territorio, come adeguarli alla realtà specifica aretina senza criminalizzare governi o parlamenti. La questione dell’immigrazione, dell’integrazione, non si risolve sperando per bacchetta magica che una piazza si riempia di notte ma affermando la cultura della legalità. Quindi regolazione dei flussi, degli arrivi, pretesa di rispetto delle nostre regole, che sono regole già accettate, non dimentichiamolo, dagli immigrati oramai integrati con le loro famiglie. Anche nei confronti di questi ultimi è giusto mostrare senso di responsabilità”.
Con un emendamento, Luigi Triggiano (Pd) ha inteso valorizzare quanto l’amministrazione sta già facendo per garantire controllo del territorio, rispetto della legalità, una città vivibile e sicura e per esprimere contrarietà alla politica dei respingimenti adottata dal Governo senza farsi carico preventivamente delle situazioni personali di emigranti aventi diritto all’asilo politico e ai ricongiungimenti familiari. Per supportare l’emendamento, Ulisse Domini (Pd) ha letto la testimonianza di un fotoreporter su un respingimento avvenuto nel canale di Sicilia da parte della Guardia di Finanza e pubblicata da Famiglia Cristiana. Un articolo dai toni molto crudi dove emerge il grido di dolore di coloro che avevano tentato di raggiungere il nostro paese e si sono ritrovati di fronte alla stazione di partenza, in terra libica, vedendo svanire il proprio sogno.
Marco Paolucci (Sinistra) ha ricordato che con il “pacchetto sicurezza si fa il manifesto della cultura della paura che ci costringe a vivere ancora in un clima da campagna elettorale, privo di serenità, che finirebbe per riverberarsi nei nostri luoghi di vita. Se inseguiamo la destra su questo terreno, siamo veramente sconfitti in partenza. Mi sembra si profili una situazione simile a quella vissuta in Italia prima del fascismo: di trascuratezza di una deriva violenta”.
Giovanni Pelini (Ps) ha ricordato che se c’è “chi emigra con il sogno dell’arricchimento facile e inseguendo alleanze fra poteri criminali, il grosso del fenomeno è costituito da persone in cerca di lavoro, elemento di per sé portatore di sicurezza”.
Per Marco Manneschi (Città aperta – Idv) la nostra realtà di “paese esposto alla criminalità desiderosa di lucrare sul mercato di carne umana prodotto dall’immigrazione non può portare al fariseismo delle ronde: i codici già consentono a ogni cittadino di denunciare illeciti e in certe zone del paese la società è vigile e non c’è bisogno di porsi il problema. L’atteggiamento dei cittadini è dunque fondamentale in materia di sicurezza e rispetto a chi proviene da altri paesi per impedire a forze xenofobe di prendere veramente campo”.
Anche per Luigi Polli (Pd) “il respingimento è un atto di inciviltà. Abbiamo patteggiato un accordo sciagurato con un leader straniero senza considerare le differenze fra la prima emigrazione, albanese, e quella attuale dei barconi di disperati, ben più drammatico. Spero poi che l’utilizzo dello strumento della ronda non entri a fare parte della storia di questa città”.
Per Luigi Lucherini (Fi verso il Pdl) “se il problema sicurezza viene riconosciuto da tutti, vogliamo dire che quando un problema esiste una soluzione va trovata? E la soluzione ci viene data da un Parlamento democraticamente eletto, contenuta in una legge approvata legittimamente. Giusta o no, credo che la clandestinità implica l’impossibilità, per chi ci ricade, di non poter dimostrare alcunché. Un cittadino italiano deve mostrare i documenti in albergo, ai vigili, in migliaia di occasioni. Chi non ha documenti come può fare? Chi non ha un opportunità di lavoro come vive”?
Marco Bianchi (Sinistra) ha sostenuto che la mozione si avvale di una “discrezionalità che proviene dalla legge e dunque il Consiglio Comunale è legittimato a intervenire sulle ronde e dare un indirizzo preciso al Sindaco. Dobbiamo parlare di debolezze sociali? Certo, deboli sono anche i cittadini italiani, i lavoratori, ma cosa hanno fatto i governi di centro destra per alleviare il disagio, per aumentare le buste paga? Il problema sicurezza in Italia non è certo l’immigrazione clandestina ma si chiama ancora mafia e camorra”.
Il Sindaco Giuseppe Fanfani ha sottolineato come “dal dibattito siano emersi due problemi: sicurezza e informazione. A volte erroneamente confusi. A prescindere da chi commette crimini, in Italia ne esistevano di gravissimi ben prima dell’immigrazione, essi si affrontano con prevenzione e repressione. La prima si fa potenziando il sistema che fa percepire al cittadino di essere parte integrante della società. La seconda non è meno importante e devo riconoscere che è inadeguato il complesso di norme che disciplinano gli strumenti di repressione in Italia.
Il sistema della sicurezza si crea organizzando anche strumenti di repressione a cominciare dalle intercettazioni telefoniche: in una società complessa come la nostra sono l’unico vero strumento di indagine che rimane alla magistratura. Ma come sono strutturate oggi, servono a ben poco.
Lo Stato non può rinunciare ad una funzione fondamentale come quella della sicurezza delegandola ai singoli cittadini.
Quanto al tema dell’immigrazione, questo è un fenomeno che non saremo mai in grado di contrastare. E’ stato creato dal capitalismo europeo dividendo il mondo tra persone che muoiono di fame e persone che vivono in condizioni di opulenza. Abbiamo un’immigrazione “buona” fatta di gente che lavora e che si comporta bene. Persone che comunque possono non incontrare la simpatia della gente comune. In tempi di crisi economica tutto diventa più difficile. Oggi abbiamo un 10% di cittadini stranieri che vivono stabilmente ad Arezzo.
C’è poi l’immigrazione “cattiva”. Un esempio è rappresentato dalla prostituzione che nasce anche dall’immigrazione illegale e che viene spesso gestita da etnie straniere.
Nei confronti dei delinquenti, indipendentemente dalla loro origine, ci deve essere la massima severità.
Le ronde ricordano un passato non dignitoso del nostro paese: di esse ne penso tutto il male possibile. Il Sindaco è autorità di pubblica sicurezza e la nuova legge gli attribuisce ulteriori e specifiche competenze. I sindaci, d’intesa con in Prefetto, possono avvalersi del contributo di cittadini non armati. Non consentirò mai associazioni che provengano dai partiti: non è dignitoso e non è consentito. Bisogna avere un’estrema attenzione a questo fenomeno perché se particolarmente dilatato rischia di essere pericoloso.
Un esempio positivo di segno diverso è rappresentato dal progetto UtilEtà che impegna un gruppo di cittadini anziani in attività sociali. Mi avvarrò quindi dei potere conferitomi dalla legge per valutare gruppi che eventualmente si costituiranno e porterò ogni volta il tema all’esame del Consiglio.
Il consigliere Tulli ha citato Socrate per spiegare cosa è giusto e cosa è legittimo. Non accetto il refrain che le nostre posizioni sono ideologiche. A livello nazionale non c’è alcuna correlazione significativa tra immigrazione e criminalità. Sull’emendamento proposto dal consigliere Triggiano si è detto d’accordo anche perché ribadisce elementi scontati. Dove sono tutte le persone che richiedono l’intervento delle ronde dato che la quasi totalità degli aretini, sulla base di una recente indagine del Comune, dichiara di far riferimento, in caso di necessità, alle forze dell’ordine?
Le dichiarazioni di voto sono state espresse da Baldi, Borri, Gasperini, Bianchi.
La mozione con l’emendamento Triggiano ha ottenuto 22 voti a favori e 8 contrari