Londra, 17 giu. – (Adnkronos) – Lo scrittore e saggista sudafricano di lingua inglese Dan Jacobson, celebre autore di romanzi caratterizzati da un marcato naturalismo, è morto a Londra all’età di 85 anni. Dal 1955 si era stabilito nella capitale inglese dove ha svolto l’attività di giornalista e di insegnante. La sua opera narrativa è stata incentrata all’esordio su problemi essenzialmente politici, tipicamente sudafricani, quali, per esempio, il razzismo e la tensione nei rapporti fra datori di lavoro bianchi e manovalanza nera: “The trap” (1955), “A dance in the sun” (1956), “The price of diamonds” (1957) e “The evidence of love” (1960).
Con “The beginners” (1966), che esamina la situazione degli ebrei in una società africana a modello occidentale, e con i romanzi successivi (“The rape of Tamor”, 1970; “The wonder-worker”, 1973; “The confession of Joseph Baisz”, 1978), Jacobson si è posto come scrittore di più ampi interessi, confermando le sue notevoli capacità descrittive e analitiche. È autore anche di racconti (“The Zulu and the Zeide”, 1959; “Through the wilderness”, 1968) e di saggi (“Time of arrival”, 1983). Tra i libri più recenti si ricordano “Adult pleasures: essays on writers and readers” (1988), “The electronic elephant: a southern african journey” (1994) e “All for love” (2005).
Nato a Johannesburg il 7 marzo 1929, dopo aver studiato all’Università di Witwatersrand e lavorato nel campo delle public relations e nell’industria privata, Jacobson è stato all’Università di Stanford come fellow in creative writing, alla Syracuse University di New York e in altre università americane come visiting professor di letteratura inglese. Nel 1959 ha ricevuto il Rhys Memorial Prize, nel 1964 il Maugham Award.