Home Nazionale Iraq, Maliki: “Basta divisioni, lottiamo uniti contro Isil”. L’Iran pronto a collaborare con gli Usa

Iraq, Maliki: “Basta divisioni, lottiamo uniti contro Isil”. L’Iran pronto a collaborare con gli Usa

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Baghdad – Il primo ministro iracheno Nuri al-Maliki ha rivolto agli iracheni un appello a unirsi per combattere l’avanzata dei miliziani dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) mettendo da parte le divisioni su base etnica e religiosa. “Apparteniamo tutti a un unico Paese e a una sola religione’’, ha detto Maliki da Samarra, dove è giunto ieri per partecipare a un vertice sulla sicurezza e preparare la controffensiva dell’esercito contro i jihadisti. “Non ascoltate chi parla di sunniti e sciiti. Da Samarra inizieremo la battaglia per sconfiggere il terrorismo’’, ha detto. Il governo di Maliki, sciita, a fine dicembre ha iniziato una battaglia contro i sunniti nella provincia occidentale di al-Anbar. Ieri la massima autorità sciita dell’Iraq il Grande Ayatollah Ali al-Sistani durante la preghiera aveva esortato gli sciiti a imbracciare le armi contro l’Isil.
L’Iran, intanto, sta valutando l’ipotesi di collaborare con gli Stati Uniti per frenare l’ondata terroristica. Il presidente iraniano Hassan Rohani, nel corso di una conferenza stampa a Teheran, ha aperto la porta a Washington nell’ipotesi di un intervento contro “gruppi terroristici in Iraq e da altre parti’’. “Dobbiamo contrastare nella pratica e con le parole i gruppi terroristici’’, ha detto. Rohani ha però escluso l’invio di propri militari in Iraq, smentendo così quanto sostenuto ieri da fonti governative irachene citate dalla Cnn che parlavano di almeno 500 uomini delle Guardie della Rivoluzione inviati da Teheran nella provincia di Diyala. Il presidente iraniano ha comunque spiegato che Teheran è pronta ad aiutare il governo iracheno nella sua lotta ai gruppi sunniti estremisti nell’ambito del diritto internazionale, aggiungendo che finora Baghdad non ha fatto richiesta di assistenza.
Il ministro degli Esteri Federica Mogherini, intervistata da Rai News 24 sulla crisi irachena, ha detto che “c’è bisogno di un governo che tenga dento tutte le parti del paese”. In Iraq, dove la crisi non è giunta come “un fulmine a ciel sereno”, serve ora “capire la complessità della situazione e provare a mettere in moto dinamiche all’interno paese e soprattutto regionali, con l’Iran e i Paesi del Golfo, perché il Paese trovi una certa sicurezza e si consolidi il processo di transizione democratica”. ”Non sono gli interventi militari ad essere risolutivi, anche se possono essere necessari, quel che conta – ha precisato Mogherini – è che la comunità internazionale sostenga i processi di transizione democratica”.