(AdnKronos) – “Le gambe e i dolori alla spalla mi trattengono qui, ma il cuore tifa ancora Italia”. E’ il messaggio di Gigi Riva, ex team manager azzurro, alla nazionale di Cesare Prandelli che domani nella notte italiana esordirà ai Mondiali contro l’Inghilterra.
Proprio il 14 giugno del 1970 Riva segnava i suoi primi gol al Mondiale: era un Italia-Messico della Coppa del Mondo in notturna per i tifosi italiani. Dopo quarantaquattro anni e nove mondiali vissuti prima da calciatore e poi da dirigente, Riva domani vivrà un’altra notte azzurra, stavolta da casa sua a Cagliari: “Mi metterò da solo davanti al televisore, abbasserò il volume per non farmi condizionare nei giudizi, e soffrirò. Come se stessi lì, in panchina a Manaus”, dice Riva, come si legge sul sito della Figc.
Fino a poco prima della partenza per il Brasile, il ct Prandelli ha provato a convincerlo a tornare. L’ultima telefonata una settimana prima dell’inizio del ritiro di Coverciano. “Mi ha fatto piacere: è stato sempre schietto e diretto, come piace a me. I guai fisici mi hanno impedito di dire sì – racconta Riva – ma ora che si comincia a giocare, caspita se mi manca questo Mondiale…”.
Alla nazionale, Riva invia anche un altro messaggio: “L’Italia vive un momento difficile, spesso nei mesi scorsi ho evitato di parlare di calcio perché mi sembra difficile farlo con tanta gente che ha altro cui pensare: però le partite della nazionale in Brasile possono dare a tante persone un po’ di orgoglio, e regalare un sorriso”.
Presente idealmente a Manaus, Riva si stringe a Buffon, “grande campione e grande uomo”, ma ha una curiosità che gli rimane dentro: “Vedo tanti ragazzi interessanti: Darmian, Verratti, Immobile. Ecco, vorrei essere lì per guardarli negli occhi un minuto prima di scendere in campo: non è dai piedi, ma da quello che si capisce che giocatore sei”.