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Accoglienza straordinaria per Carlo Cracco al Giardino

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Accoglienza straordinaria per Carlo Cracco al Giardino

Carlo Cracco torna ad Arezzo a distanza di un anno e il pubblico decide di tributare lui un’accoglienza straordinaria.
In prima fila l’associazione cuochi Arezzo rappresentata dal presidente Roberto Lodovichi e l’associazione Strade del Vino Terre di Arezzo rappresentata dal presidente Cristiano Cini che nel pomeriggio, assieme all’assessore Andrea Cutini, al Presidente del Consiglio Provinciale Giuseppe Alpini, al Presidente A.I.S. Massimo Rossi e alle Cuoche vincitrici dell’oro agli internazionali d’Italia, decidono di accogliere in Sala dei Grandi Chef Cracco per la consegna della targa d’Argento della Provincia quale ambasciatore del made Italy nel mondo e per l’impegno nella ricerca della specificità e unicità dei prodotti enogastronomici.
Cerimonia riservata molto intensa e gradita da chef Carlo Cracco che conferma l’apprezzamento e la gratitudine profonda nei confronti della nostra città.
Vicentino, Carlo Cracco – che ha quasi raggiunto la soglia dei cinquant’anni e lavora ai fornelli da quando era un ragazzino – ricorda i suoi esordi, la passione affrontando il tema del legame forte tra la sua città, Vicenza, e Arezzo.
“Ero assunto in un ristorante molto importante e i giorni della Fiera orafa lavoravamo 24 ore al giorno, tanti erano i clienti soprattutto aretini”.
“Leggendo le notizie – aggiunge scherzosamente – voglio ribadire che sono oggi ad Arezzo ma non ho intenzione di acquistare la vostra banca”.
Durante la sua passeggiata in città, si ferma a scattare foto ad ogni angolo e accetta con entusiasmo di posare di fronte alla Basilica di San Francesco per un set fotografico del bravo Luca Brunetti.
Tanti giovani chiedono di scattare foto nel tragitto che dalla Provincia porta alla Libreria Edison Book Store by Biblion dove ad accogliere Chef Cracco c’è un buffet gastronomico letterario originale e informale.
Selezioni di salumi e pecorini del territorio di altissima, la famosa tartare di carne chianina di Aldo Iacomoni e tantissimi dolci preparati dalle cuoche vincitrici dell’oro agli internazionali d’Italia.
Poi tutti di corsa al Teatro Vasariano dove il pubblico attende con impazienza.
Tantissimi bambini e giovani seduti per terra in prima fila.
Carlo Cracco si mostra subito a suo agio.
Scherza, sorride, parla spesso con i bambini.
Accompagna gli spettatori in un viaggio affascinante, spiegando con precisione le preparazioni di base, le tecniche di cottura dei cibi, i trucchi e i segreti ai fornelli senza rinunciare alla soddisfazione di portare in tavola piatti di alto livello.
Parla di prodotti, di cucina regionale, di eccellenze.
Un talento straordinario, estro, creatività, qualcosa forse anche di indefinibile.
Per Carlo Cracco cucinare è come comporre musica.
Arriva il momento della Ribollita.
Carlo, sollecitato da Barbara Bianconi, Luca Caneschi e Fabio Mugelli, racconta l’innamoramento per quella preparata lo scorso anno da Zia Laura, presente in prima fila.
Applausi, tantissimi e un pizzico di curiosità da parte del pubblico, probabilmente desideroso di assaggiarla.
Carlo decide allora di raccontare una storia ai bambini, una sorta di favola, di come è nato il Pan di Spagna.
Al termine dell’incontro consueta lunghissima fila per acquistare il libro.
Tanti autografi e tantissimi fotografie.
Tutti riescono a incontrare e vedere da vicino quello chef severo e affascinante di Masterchef e Hell’s Kitchen che ha stimolato il desiderio un po’ di tutti di riprendere tegami e padelle in mano per iniziare a cucinare piatti da formula uno anche a casa.