Home Cronaca G8, 100 attivisti di Greenpeace occupano 4 centrali a carbone

G8, 100 attivisti di Greenpeace occupano 4 centrali a carbone

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Roma – Oltre cento attivisti di Greenpeace da tutto il mondo hanno occupato quattro centrali elettriche a carbone sparse sul territorio italiano, chiedendo ai capi di Stato del G8 di assumere un ruolo di leadership contro i cambiamenti climatici. Questa mattina, gli attivisti, provenienti da quindici differenti nazioni, hanno occupato i nastri di trasporto e scalato le ciminiere e le gru delle centrali a carbone di Brindisi, di Fusina a Marghera (presso Venezia), Vado Ligure (Savona) e dell'impianto che il Governo italiano vuole riconvertire a carbone, a Porto Tolle, nel Parco regionale del Delta del Po.

''Il carbone – spiegano – è in assoluto il combustibile con le maggiori emissioni di gas serra''. In particolare gli attivisti di Greenpeace hanno occupato il nastro trasportatore e la ciminiera di Brindisi, nastro trasportatore, ciminiera e due gru sul porto a Marghera, la ciminiera di Porto Tolle e le due ciminiere di Vado Ligure. ''Alcuni problemi – fanno sapere gli attivisti – finora, solo nella centrale di Brindisi, dove i responsabili della centrale Enel hanno più volte riacceso il nastro, nonostante la presenza degli attivisti di Greenpeace, mettendo a rischio la loro sicurezza. La centrale di Brindisi, recentemente al centro di una sporca storia di traffici di rifiuti tossici, è la maggiore singola fonte di emissioni di Co2 in Italia e Greenpeace intende ridurre queste emissioni''.

"Stando a quanto dichiara il presidente Barack Obama, gli Usa in questo momento sembrano il Paese che può farsi portavoce della nostra battaglia sul clima. Bisogna vedere se davvero si metteranno a trainare il mondo su questo tema, e non si faranno invece trainare dagli altri come ha fatto la precedente amministrazione", ha detto all'ADNKRONOS Matteo Nobili, uno degli attivisti di Greenpeace che questa mattina è salito sulla ciminiera della centrale elettrica a carbone di Porto Marghera. "Puntiamo anche su alcuni Paesi europei – ha aggiunto – purtroppo non il nostro, che con le sue politiche non sta andando certo in questa direzione".

Sono 5 gli attivisti che hanno occupato il nastro che trasporta il carbone all'impianto di Fusina. Altri 15 hanno occupato alcune gru e la ciminiera della centrale da dove hanno aperto due banner: il primo con la scritta 'G8: take climate leadership' ('G8: prendi la leadership sul clima'); il secondo con la scritta: 'Energy Revolution = Green' jobs ('Rivoluzione energetica = lavori verdi')''.

Altra occupazione c'è stata a Brindisi, dove 6 attivisti, fanno sapere da Greenpeace, "hanno occupato il nastro che trasporta il carbone alla fornace della centrale a carbone che emette più Co2 in Italia, per interrompere le emissioni. Questa centrale – sostengono gli attivisti – emette ogni anno oltre 14 milioni di tonnellate di Co2, più delle emissioni combinate dei 40 Paesi che emettono meno Co2". Altri 7 attivisti hanno scalato la ciminiera dell'impianto.

"A Porto Tolle (Delta del Po) – spiegano – 6 attivisti hanno scalato la ciminiera (la seconda più alta in Italia) di questa centrale a olio combustibile che sta per essere riconvertita a carbone, mentre un'altra decina è alla base della stessa ciminiera. Dopo la riconversione, l'impianto emetterà oltre 10 milioni di tonnellate di Co2: una follia – sottolinea Greenpeace – considerando che secondo il Protocollo di Kyoto l'Italia dovrebbe tagliare le emissioni di 100 milioni di tonnellate, non aumentarle".

I lavoratori della centrale Enel di Fusina replicano duramente agli attivisti di Greenpeace che oggi hanno 'occupato' la centrale, e per tutta risposta si sono radunati sul piazzale della centrale formando una catena umana e componendo la scitta "Go Home", rivolta agli scalatori dell'Associazione ambientalista. Esposti anche striscioni con su scritto "Andate a lavorare', 'Basta ecoballe' e 'Siamo verdi di rabbia'. "Il carbone – affermano i lavoratori – è oggi la fonte di energia più economica e diffusa al mondo per la produzione di elettricità, e grazie alle moderne tecnologie per l'abbattimento delle emissioni è una fonte pulita. Chi sostiene il contrario, come fa Greenpeace, è fermo alla Rivoluzione industriale e fa solo disinformazione. Invadere la nostra centrale, oltre che pericoloso, è offensivo della nostra dignità e delle migliaia di posti di lavoro che sono espressione delle fabbriche dell'elettricita'''.

Articlolo scritto da: Adnkronos