PERUGIA – ''Siamo rimasti fermi con l'auto in panne aspettando il carro attrezzi fino a circa le 23-23.15. Passava tanta gente ma non ho notato niente di strano ne' sentito alcun urlo''. Lo ha riferito davanti alla Corte d'assise di Perugia Pasqualino Coletta che, la sera dell'omicidio di Meredith Kercher (la notte tra il primo e il due novembre del 2007 ndr), venuto a Perugia in vacanza insieme alla moglie e una coppia di amici, rimase con l'auto ferma a causa di un guasto, proprio a pochi metri dalla casa di via della Pergola.
Circostanza confermata oggi in aula anche dalla moglie e da una amica della coppia, anch'esse sentite come testimoni nel processo per l'omicidio della studentessa inglese che vede imputati Amanda Knox e Raffaele Sollecito. I tre testimoni hanno riferito di essersi recati al parcheggio Sant'Antonio, difronte alla casa del delitto, intorno alle 22.30 dopo essere stati a cena nel centro cittadino.
''Subito dopo essere usciti dal parcheggio – ha raccontato Coletta- l'auto si e' fermata, proprio al centro dell'incrocio'', che i tre testimoni hanno riconosciuto essere quello di fronte al cancello della casa dell'omicidio. Coletta ha detto di aver aspettato ''all'incirca mezz'ora, quaranta minuti il carro attrezzi'' e di aver lascito la zona dopo che l'auto era stata portata via, intorno alle 23-23.15.
Alla domanda se in quel frangente avessero visto o sentito qualcosa di strano, i tre hanno risposto che ''passava molta gente, anche gruppi di ragazzi'' ma di non aver notato nulla di particolare e di non aver sentito alcun rumore o urlo provenire dalla casa. ''Anzi – ha aggiunto la moglie di Coletta – io non avevo nemmeno notato che ci fosse quella casa''. Sul banco dei testimoni anche Marco Marzan, uno degli inquilini dell'appartamento sottostante a quello di Meredith e che ha confermato come sia Meredith che Amanda, ''fra cui non ho notato particolari frizioni'', conoscessero Rudy Guede (l'ivoriano gia' condannato a 30 anni per l'omicidio).
Marzan ha ricordato un episodio in cui Guede, ''visibilmente non lucido'', si addormento' ''prima in bagno e poi sul divano'' una delle due volte in cui l'ivoriano si reco' a casa sua. L'udienza e' terminata con la deposizione di Alessia Ceccarelli, fidanzata dell'edicolante di piazza Grimana, a poche decine di metri dalla casa di via della Pergola, che ha invece riferito di aver udito la mattina del 2 novembre 2007, intorno alle 7-7.30, un tossicodipendente inveire al telefono contro una donna urlando ''Ti ammazzo puttana''. Il particolare che colpi' l'edicolante era che l'uomo, che indossava un cappello bianco e un giubbotto scuro, aveva una mano sporca di sangue. Circostanza questa gia' vagliata dalla polizia ma non ritenuta attinente con l'omicidio. Si torna in aula venerdi' prossimo.