Roma, 20 mag. (Labitalia) – Buone notizie per tutti coloro che sono a caccia di un’occupazione e hanno un animo globetrotter. Le possibilità d’impiego in un mercato del lavoro sempre più globale non sono mai state così numerose e invitanti, secondo Hays, gruppo specializzato nel recruitment di middle e top manager. Insieme alle prospettive di carriera, che stanno finalmente ricominciando a fiorire in Europa e in America, i mercati emergenti offrono nuove sfide lavorative e allettanti politiche salariali. E, per sfruttare al meglio questo momento particolarmente dinamico, per i professionisti è necessario prepararsi, affinando alcune skill fondamentali.
Secondo Hays, le aziende internazionali dovrebbero considerare i talenti desiderosi di fare esperienza all’estero non tanto come elementi a rischio turnaround, ma come asset da valorizzare. Dovrebbero anche fornire a chi vuole lavorare in un altro Paese, l’opportunità di farlo all’interno del proprio network, offrendo percorsi di carriera internazionali.
Informare i professionisti delle opportunità di carriera disponibili nelle sedi estere. Offrire opportunità d’impiego sia nei mercati internazionali più dinamici, sia in quelli con una minor concentrazione di professionisti specializzati. Ricordare che le esperienze lavorative all’estero possono stimolare ottime performance lavorative future.
Secondo Hays, i candidati interessati a una mobilità globale dovrebbero imparare nuove lingue, sintonizzarsi sulla sensibilità culturale del paese ospite, così da poter intuire quali progetti potrebbero funzionare, evitando inutili sprechi di tempo e risorse. Bisogna poi essere flessibili e disposti ad accettare anche progetti con cui si ha scarsa familiarità e adattarsi e apprendere il più possibile dal nuovo ambiente, facendo tesoro di ogni esperienza. Oltre a trarre insegnamenti dalle locali pratiche commerciali. Una volta fatto ritorno al proprio paese di origine, tutto ciò che si è appreso potrà essere condiviso con i colleghi. Se, invece, si decide di proseguire nella propria carriera da ‘expat’, queste nuove conoscenze permetteranno di affrontare al meglio le richieste e le pressioni di un modello di business sempre più globale.
“Per chi è alla ricerca di un’occupazione – afferma Carlos Manuel Soave, managing director Hays Italia – e non esclude la possibilità di espatriare, poter contare su un know how lavorativo solido è un vantaggio non indifferente, che si costruisce mettendo in gioco diversi elementi come la consapevolezza culturale, la capacità comunicativa, una certa agilità nell’apprendimento e l’abilità nell’affrontare progetti in un contesto non sempre familiare e conosciuto. Solo quando si sanno padroneggiare tutte queste competenze, un professionista può dirsi pronto per intraprendere un’avventura lavorativa a livello internazionale”.
Purtroppo, i lavoratori con animo globetrotter vengono molto spesso considerati dalle aziende come un problema: i responsabili Hr, infatti, intravedono in loro un forte rischio di turnaround. “Questo è un grave errore: invece di scoraggiare quei professionisti con ambizioni internazionali – continua Soave – le aziende multinazionali dovrebbero incoraggiarli, offrendo loro competenze e opportunità per poter abbracciare progetti lavorativi, anche in altri Paesi. Solo in questo modo, per le aziende sarà possibile combattere la fuga delle proprie risorse”.