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Marchionne: Opel ci interessa ma no a altre richieste

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ROMA – "Di più non ci può essere richiesto". L'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne (nella foto) avverte Opel in una fase molto delicata delle trattative confermando però l'interesse del gruppo torinese. "La ricerca di un partner per Opel, iniziata da General Motors e che ha poi coinvolto il governo Tedesco a causa della richiesta di sostegno finanziario, è stato un processo complicato e difficile" ha detto.

"Siamo coinvolti in queste attività – ha proseguito – da un certo numero di settimane ed abbiamo cercato di soddisfare in maniera responsabile le richieste che provenivano dalle varie parti interessate al processo di selezione. Le questioni emerse nelle ultime fasi del negoziato tra martedì e mercoledì ci hanno sorpreso negativamente dal momento che non eravamo stati informati di certi dati ed informazioni finanziarie chiave che consideriamo essenziali per la formulazione di un'offerta di fusione seria".

"Le richieste dell'ultima ora costringerebbero, fra l'altro, Fiat a sostenere finanziariamente Opel nell'immediato, mentre il Governo Tedesco determina i tempi e le altre condizioni del finanziamento ponte, esponendo così Fiat – ha sottolineato Marchionne – a rischi non necessari e irragionevoli. Non è infatti, ragionevole ritenere che Fiat, dopo aver fatto una prudente valutazione di business ed una attenta considerazione dei propri interessi, possa finanziare un gruppo le cui condizioni finanziarie allo stato rimangono ignote. ll poco tempo fra questa richiesta e la data entro cui deve essere assunto il relativo impegno non consente poi che si possano completare le usuali attività di due diligence".

"Rimaniamo impegnati a cercare di trovare modi per venire incontro alle richieste di General Motors e del governo Tedesco – ha continuato Marchionne – ma l'emergenza della situazione non può forzare Fiat ad assumere rischi del tutto inusuali. Abbiamo già offerto di apportare le nostre attività automobilistiche senza debiti, in modo da conferire al nuovo Gruppo non solo una base patrimoniale solida ed assolutamente necessaria, ma anche i flussi di cassa derivanti da queste nostre attività che avrebbero aiutato a stabilizzare la situazione finanziaria del nuovo Gruppo durante la fase transitoria e nel successivo processo di integrazione. Di più non ci può essere richiesto".

Alla luce di queste considerazioni, Fiat S.p.A. "ha deciso – si legge ancora nella nota di Fiat – di non partecipare alle riunioni che il governo Tedesco sta cercando di organizzare a Berlino per oggi, venerdì 29 maggio, e che hanno come unico argomento all'ordine del giorno il supporto finanziario di urgenza ad Opel. Fiat rimane disponibile ed impegnata a continuare le discussioni con tutte le parti interessate in modo da trovare una soluzione stabile e duratura per le attività industriali del gruppo Opel".

Da parte sua il presidente del gruppo Luca Cordero di Montezemolo commenta: "Fiat ha fatto tutto quello che doveva fare. Chi dovrà decidere deciderà''. Poi rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se pensava invece di chiudere oggi la vicenda Chrysler, ha risposto "credo di sì". Ancora su Opel, Montezemolo ha proseguito: "Se ci saranno le condizioni bene, oltre noi non possiamo andare". A chi gli chiedeva se comunque la casa torinese è ancora in corsa, ha risposto: "Non è stata presa ancora nessuna decisione".

Riguardo alla riunione sul caso Opel, che questo pomeriggio vedrà riuniti a Bruxelles i ministri dell'Industria o dell'Economia dei 27 Paesi Ue, il commissario all'Industria, Guenter Verheugen, ha detto: "Mi aspetto piena trasparenza e una posizione comune tra tutti i governi europei". Sulla vicenda Opel bisogna trovare una soluzione "nel pieno rispetto delle norme europee. Saremo vigili", ha detto infine il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso,

Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign