ROMA – "Negli ultimi 90 anni in Italia si sono registrate oltre 5mila grandi alluvioni e 12mila frane, con una media di 7 morti al mese e danni immensi sotto il profilo economico. Solo nel 2007, un anno di media intensita' per i fenomeni metereologici, abbiamo avuto un'incidenza negativa sul Pil dello 0,05%".
E' quanto afferma il presidente dell'Anbi Massimo Gargano, durante una conferenza stampa organizzata ieri nella sede di via Santa Teresa a Roma. "Come evidenziato dai lavori della Commissione Ambiente del Parlamento, in Italia c'e' l'urgenza di realizzare un piano di manutenzione straordinaria delle reti idrauliche e degli impianti idrovori".
Quanto alle cause di questa difficile situazione, il presidente dell'Anbi aggiunge: "Da noi si e' sempre agito solo dopo la dichiarazione dello stato d'emergenza. Si deve passare dal concetto di protezione civile a quello di prevenzione civile, con una maggiore integrazione di politiche private e pubbliche. In Italia se i livelli restano questi entro il 2016 ci troveremo con una superfice cementificata pari a quella della Sicilia e della Sardegna messe insieme''.
''In Olanda invece – ha aggiunto si studiano sistemi per fronteggiare l'innalzamento del livello del mare previsto per il 2100. Quella che va cambiata e' l'impostazione culturale e il presidio territoriale effettuato dalla nostra associazione rappresenta un esempio per tutti".
Il presidente dell'Anbi ribadisce l'importanza dei Consorzi di Bonifica. "Se si fermassero le nostre idrovore – ha detto Gargano – sarebbero a rischio allagamento la citta' di Mantova, alcuni quartieri di Padova, tratti dell'A1 e gli areoporti di Fiumicino e Venezia, solo per citare alcuni esempi eclatanti''.
''Quando il ministro Calderoli ha parlato della possibilita' di soppressione per il nostro ente – ha concluso il presidente dell'Anbi – siamo rimasti piuttosto sorpresi, anche alla luce del protocollo d'intesa siglato tra Stato e Regioni per il riordino dei Consorzi. Per il governo la sicurezza territoriale dovrebbe essere una priorita', se viene a mancare si fermano industrie ed investimenti".
Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign