WASHINGTON – Continuano le proteste da parte degli anti abortisti contro Barack Obama, oggi ospite d'onore alla cerimonia di laurea dell'universita' di Notre Dame, ateneo cattolico dell'Indiana. Durante la cerimonia, nella quale il presidente ha ricevuto la laurea honoris causa in Legge che l'università conferisce ai presidenti, un gruppo di contestatori lo ha fischiato ripetutamente.
Una partecipazione, questa del presidente Obama, che gia' a marzo quando il rettore aveva reso noto l'invito, aveva provocato le proteste di gruppi e gerarchie cattoliche che non accettano che l'ateneo invitasse a parlare e consegnasse una laurea honoris causa ad un presidente che sostiene l'aborto e la ricerca sulle cellule staminali.
Anche a poche ore dall'arrivo del presidente la polemica non si era sopita, anzi: la polizia e' dovuta nuovamente intervenire arrestando oltre 20 persone, tra i quali il repubblicano Alan Keyes, che e' stato anche tra i candidati alla Casa Bianca, ed un prete che protestavano nel campus. Il gruppo di studenti anti-abortisti "Nd Response" ha gia' annunciato proteste per domani: "non e' una questione politica, ma di dignita' umana, di rispetto dei valori cattolici: questa e' un'universita' cattolica, questi sono i nostri valori".
Obama rischia quindi di trovare all'universita' di Notre Dame un'accoglienza molto meno entusiastica di quelle che e' ormai abituato a ricevere in tutto il mondo. Ma alla Casa Bianca assicurano che il presidente sara' onorato di intervenire alla cerimonia e spera che questa potra' essere occasione per uno scambio di idee su argomenti importanti. Perche', ha spiegato il portavoce Robert Gibbs, Obama "sicuramente nel suo discorso fara riferimento al dibattito" che il suo invito ha scatenato.
Piu' che un dibattito si e' trattata di una vera e propria bufera che ha investito il rettore dell'Universita', padre John Jenkisn, attaccato in vario modo dalle gerarchie cattoliche americane. Il primo a protestare e' stato il vescovo della diocesi di South Bend, dove si trova l'universita', che alla fine di marzo ha annunciato che avrebbe boicottato la cerimonia in segno di protesta contro la scelta del rettore che "ha preferito il prestigio alla verita'", invitando un presidente che "ha portato, per la prima volta nella storia, il governo americano a sostenere la distruzione di vite umane innocenti".
Lo stesso presidente della Conferenza episcopale americana, il cardinale Francis George, ha poi condannato l'invito affermando "che a Notre Dame chiaramente non capivano cosa significa essere cattolici". E l'organizzazione Cardinal Newman Society ha addirittura lanciato una petizione in tutte le chiese cattoliche del paese.
Ma, nonostante tutta questa mobilitazione, un sondaggio pubblicato due giorni fa dalla Quinnipiac University mostra come il 60 per cento dei cattolici americani – il 70 se si considerano quelli che non vanno regolarmente a messa – ritengono che l'universita' di Notre Dame ha fatto bene a non cancellare l'invito per Obama.
Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign