ROMA – Cresce lo spazio ed il comfort sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ha lasciato infatti gli stabilimenti torinesi di Thales Alenia Space il Nodo 3, una nuova 'stanza' della casa spaziale internazionale, pronta per volare verso il Kennedy Space Center, centro spaziale della Nasa, da dove sarà lanciato alla volta della Stazione Spaziale Internazionale. Il Nodo 3 è un ulteriore elemento europeo che sarà agganciato permanentemente alla Stazione Spaziale contribuendo al suo completamento e ampliamento. Con il Nodo 3 la vita nello spazio sarà più confortevole: il suo innovativo sistema di supporto alla vita è il più sofisticato mai stato inviato nel cosmo.
Il Nodo 3, sviluppato da Thales Alenia Space, è stato battezzato dalla Nasa 'Tranquillity', come il famoso mare del primo storico atterraggio sulla Luna di quaranta anni fa. "L'aggancio alla Stazione orbitante -sottolinea Thales Alenia Space – avverrà con la Missione STS 130 dello shuttle Edeavour, una missione particolarmente importante per la messa a punto della Stazione e per l'Italia". E non è tutto. Con il Nodo 3 arriverà anche la Cupola, una spettacolare e tecnologica control room robotizzata, anch'essa realizzata da Thales Alenia Space, che permetterà agli astronauti di vedere e lavorare, attraverso sette finestre, a 360 gradi intorno alla Casa orbitante.
"I Nodi – spiega l'azienda aerospaziale di Finmeccanica e Thales – sono elementi fondamentali nell'architettura della Stazione Spaziale Internazionale, complessivamente sono tre e permettono l'interconnessione e la gestione dei vari moduli pressurizzati. Due su tre sono stati realizzati e progettati da Thales Alenia Space Italia per conto della Agenzia Spaziale Europea. Il Nodo 2 e il suo gemello 3 condividono l'impianto progettuale, una struttura cilindrica di 7 metri di lunghezza, 4,6 di diametro per un peso di 14 tonnellate, ma non le funzionalità finali".
In particolare, Harmony, il Nodo numero 2, dal 2007 permette il collegamento tra i tre laboratori scientifici: l'europeo Columbus, lo statunitense Destiny e il giapponese Kibo, e distribuisce, inoltre, energia elettrica e controlla l'ambiente della Iss come aria, temperatura, ventilazione, umidità, pressione, trattamento acqua. Il Nodo 3, invece, fornirà alla Stazione funzionalità ben più avanzate. Con le sue tecnologie, infatti, ricicla acqua e rigenera ossigeno, rivitalizzando, quindi, l'atmosfera, rimuovendo le sostanze tossiche, controllando e misurando tutti i elementi. 'Tranquillity' accomoderà anche la Cupola e fornirà ulteriori porte di attracco per i futuri veicoli spaziali.
E nell'ambizioso progetto della Stazione Spaziale Internazionale, l'Italia, grazie anche all'eccellenza tecnologica di Thales Alenia Space, gioca un ruolo di primo piano nella realizzazione della struttura orbitante. "Forte della trentennale esperienza nel campo della ricerca spaziale, Thales Alenia Space, per conto dell'Agenzia Spaziale Italiana e di quella Europea, – conclude la joint venture italo-francese – ha saputo fornire e sta fornendo, nella fase di progettazione, costruzione ed utilizzazione, un contributo produttivo e di riconosciuto prestigio internazionale, tanto che una gran parte degli elementi pressurizzati, e percio' abitabili, della Stazione, con una quota di circa 50% del volume pressurizzato disponibile, è prodotta proprio negli stabilimenti dell'azienda a Torino in Italia".