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New York, ragazzi di liceo colpito si consolano su Facebook

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NEW York – La scuola è chiusa e i ragazzi, molti ancora ammalati, comunicano solo al telefono e via Facebook. E' così che si vive ai tempi della febbre suina alla St Francis Preparatory school, principale liceo cattolico degli Stati Uniti dove sono stati registrati i primi casi della malattia a New York. Al momento vi sono 28 casi confermati fra gli allievi e un altro centinaio di ragazzi in attesa dei risultati dei test.

"E' peggio di uno zoo", commenta sconsolato fra Leonard Conway, preside di questo liceo di Queens, dopo aver risposto all'ennesima telefonata di genitori, insegnanti e funzionari sanitari. La scuola è chiusa per disinfestazione e i ragazzi hanno già aperto un gruppo su Facebook – "prep students affected with swine flu"- a cui hanno aderito in 75 il primo giorno. A crearlo è stata Stephanie Maglaras, 14 anni, allieva del primo anno. Martedì scorso, ha raccontato al Washington Post, si era sentita male ed era rimasta a casa mercoledì con diarrea, vomito, tosse e dolori in tutto il corpo. Giovedì è tornata in classe, per timore di fare troppe assenze, e ha trovato il liceo in preda all'emergenza. Alcune centinaia di studenti, su un totale di 2700, erano ammalati, più o meno 5-10 per classe. Davanti all'infermeria c'era una lunga coda e alcuni ragazzi, troppo deboli, erano stati messi sulle sedie a rotelle. Le voci si accavallavano: chi diceva che era un avvelenamento in mensa, chi parlava di veleno per topi. Nessuno ha pensato ai dieci ragazzi dell'ultimo anno andati per le vacanze di primavera a Cancun, in Messico, saltando i viaggi proposti dalla scuola in Italia e alle Hawaii.

Stephanie si è rivolta all'ospedale solo sabato pomeriggio. Quando ho detto che venivo da Saint Francis, ha raccontato, "mi hanno preso, mi hanno messo una maschera sul viso e portata in una stanza d'isolamento". Qui è rimasta sei ore, mentre continuavano ad arrivare suoi compagni di classe. La ragazza non ha idea di chi possa averla contagiata e non conosce nemmeno i nomi dei dieci ragazzi andati in Messico, considerati la probabile fonte di contagio.

Taj Tariq, un altro allievo 14enne di St. Francis, è tornato da scuola giovedì con un forte mal di gola e poi si è buttato sul letto praticamente incapace di muoversi. La madre Rima Husain ha chiesto consiglio ad un amico medico che le ha detto di portare subito il figlio in ospedale. Taj è risultato positivo alla febbre suina. Viene curato a casa, isolato in camera sua. Se va in bagno indossa una mascherina e tutti gli altri familiari si lavano le mani in continuazione.

Intanto nelle strade attorno al Saint Francis, la gente appare preoccupata. "Sono diventata paranoica -confessa Rosemarie Estevez, receptionist in un vicino studio medico- mi lavo le mani in continuazione, mi allontano dalla gente quando mi parla". "Non vado più al negozio di alimentari davanti alla scuola", racconta Dee Rodriguez, 65 anni.

Articlolo scritto da: Adnkronos