Home Cronaca Abruzzo, il mammut del Museo Nazionale ha resistito al sisma

Abruzzo, il mammut del Museo Nazionale ha resistito al sisma

0

L'AQUILA – Il Mammut, l'opera piu' famosa e visitata del Museo Nazionale d'Abruzzo, ha resistito al sisma ed e' in buono stato, si e' solo staccata qualche vertebra ed una costola che comunque non sono rotte. "Il Mammut – spiega Anna Maria Reggiani, direttore regionale per i Beni culturali – e' uno dei simboli della citta' dell'Aquila e il fatto che questo terremoto non l'abbia danneggiato rappresenta un motivo di speranza per una popolazione che, subito dopo il suo ritrovamento e primo restauro, ebbe un moto di protesta spontaneo contro la decisione di esporlo in altre citta' o sedi".

L'imponente scheletro risalente a un milione e duecento anni fa si trova nel Bastione Est del Castello Cinquecentesco dell'Aquila che ospita il Museo e che non ha riportato lesioni dagli ultimi eventi sismici. Nella stessa sala sono ancora integre le vetrine e i pannelli che espongono i reperti e il corredo che serve a contestualizzarlo. Continua comunque, il costante monitoraggio sull'elefante da parte dei tecnici del servizio geologico e paleontologico della Soprintendenza ai beni Archeologici per l'Abruzzo. In particolare si sta pensando ad un intervento a scopo precauzionale che usera' tappeti di gommapiuma da sistemare sul pavimento, mentre verra' imballata la zanna originale che non e' stata posizionata sul cranio al momento della ricostruzione dello scheletro e che attualmente e' poggiata ai piedi del Mammut.

Per il momento i tecnici escludono uno spostamento dello scheletro anche per le sue dimensioni imponenti che necessiterebbe di una delicata ed attenta operazione di smontaggio e ricovero; si tratta, infatti, di uno scheletro alto 3 metri e mezzo al garrese e 4 metri e 55 centimetri al cranio. E' previsto invece un ordinario intervento di restauro conservativo, che era gia' stato preventivato prima dell'evento sismico, e che sara' effettuato nel piu' breve tempo possibile.

Articlolo scritto da: Adnkronos