ROMA – Ancora poco tecnologici i camici bianchi italiani. Tra i medici di famiglia e i pediatri di base, oltre 55 mila in Italia, solo 2 su 5 (40%) usano internet in ambulatorio. Un limite importante visto che, come principali responsabili delle prescrizioni del Servizio sanitario nazionale, è sulla loro 'rete' che si fonda tutta la concreta modernizzazione del sistema: dalla ricetta elettronica alla trasmissione dei dati dei pazienti alle Asl, dalle cure a domicilio con la telemedicina alla cartella clinica digitale.
"Il collegamento dei medici di famiglia e dei pediatri in rete è fondamentale per la sanità del prossimo futuro", ha spiegato Paolo Donzelli, direttore dell'Ufficio studi del Consiglio dei ministri, Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie, a margine della prima conferenza E-HealthCare, organizzata a Roma dalla casa editrice Edisef. "Oggi – sottolinea Donzelli – dai dati a nostra disposizione, sono troppo pochi i medici del territorio che usano internet al lavoro. E' necessario un rapido incremento".
Gli fa eco Roberto Setola, docente di Sistemi complessi e Sicurezza dell' Università Campus Bio medico di Roma, che si dice convinto di come anche nel campo sanitario ?la tecnologia possa servire a migliorare la qualità della vita?. ?Il passaggio del nostro sistema a tecnologie sempre più avanzate – dice- permetterà risparmi, maggiore efficienza e controllo. Ma anche piu' efficacia nei trattamenti sanitari?. I sistemi tecnologici – sintetizza – ci aiuteranno a superare il modello 'ospedalocentrico e a focalizzare l?attenzione sul paziente. La sanità tecnologica, infatti, favorisce lo sviluppo delle cure domiciliari. ?Una necessità -conclude Setola – per un Paese che si avvia a diventare sempre più vecchio. E spostare parte dell? assistenza a domicilio, oltre ad essere un vantaggio per il malato, permette un taglio dei costi notevole visto che il ricovero in ospedale e' molto piu' oneroso per il sistema''.
Articlolo scritto da: Adnkronos