MONTE SAN SAVINO – Nuova conferma della validità del sistema di teletrasmissione dell'elettrocardiogramma dall'ambulanza direttamente all'emodinamica, dove un cardiologo ha subito individuato patologia e tipo di azione di attuare.
Questa mattina un uomo di 45 anni (R.T.), in transito in Autosole, nei pressi di Monte San Savino ha avvertito un fortissimo dolore al petto, all'addome e al braccio sinistro.
E' riuscito a fermare la sua auto in corsia di emergenza ed a chiamare con il suo cellulare il 118. La chiamata è giunta alla Centrale operativa di Firenze che l'ha dirottata immediatamente su Arezzo. Mentre la Centrale 118 continuava il colloquio con R.T., dandogli consigli sulla respirazione, ma soprattutto per tenerlo tranquillo, l'uomo è stato raggiunto da una ambulanza con il medico. Sul posto è stato immediatamente sottoposto ad elettrocardiogramma che con il sistema istallato su 25 ambulanze aretine, è stato trasmesso alla centrale operativa e all'emodinamica dell'ospedale, dove lo ha ricevuto un cardiologo. Lo specialista ha immediatamente riconosciuto il tipo d'infarto, ha dato indicazioni al medico dell'emergenza sui farmaci da somministrare e lo ha fatto trasferire con urgenza all'Utic, senza passare nemmeno dal pronto soccorso.
Un storia a lieto fine, perché innanzitutto l'infarto, pur esteso, importante e grave, non era di quelli che uccidono in pochi minuti. Ma di certo la rapidità dell'intervento, ma ancor più la possibilità oggi esistente di trasmettere allo specialista l'elettrocardiogramma, con le indicazioni sulle cure e sulla destinazione migliore, hanno contribuito non poco a questo risultato. Si consideri che l'arresto cardiocircolatorio in media porta alla morte entro dieci minuti, ma già dopo 6-7 minuti provoca conseguenze irreparabili al cervello. Purtroppo ad oggi la media di persone che si riesce a salvare per arresto cardiocircolatorio è appena del 2%. Ma prima dell'arrivo degli apparecchi per la teletrasmissione degli elettrocardiogrammi, era purtroppo ancora più bassa. E in provincia di Arezzo si sono avuti nel 2008 circa 330 arresti cardiaci e sono state meno di dieci le persone salvate.