MONACO – Hamid Karzai invita i talebani non legati a gruppi terroristici, a prendere parte a un processo di riconciliazione nazionale.
Il Presidente afghano aveva già rivolto questo invito ai talebani moderati più volte, ma oggi lo ha fatto di fronte alla platea della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, in un incontro al fianco del Consigliere per la sicurezza nazionale americano, James Jones, l'ex comandante delle forze alleate in Europa e quindi responsabile della missione Isaf, che ora sta definendo un documento destinato al presidente Barack Obama per ridefinire la strategia americana in Afghanistan.
Un incontro quello di questa mattina introdotto dal ministro della difesa tedesco, Franz Josef Jung che ha subito messo l'accento sulle divergenze emergenti fra gli Stati Uniti di Barack Obama e gli alleati chiamati a fare di più. ''E' il momento giusto per sollecitare le forze della riconciliazione'', ha dichiarato Karzai sottolineando che un tale processo ha bisogno del sostegno della comunità internazionale.
Karzai, che gli Stati Uniti stanno mettendo alle strette in vista delle prossime elezioni presidenziali, ha detto di rivolgersi a ''tutti quei talebani che non sono parte di al Qaeda e di reti terroristiche, che desiderano accettare la costituzione, avere la pace nel paese e vivere una vita normale''.
''E' assolutamente necessario che in Afghanistan attuiamo il processo di stabilizzazione in modo più efficace. Non può esserci sviluppo senza sicurezza, ma non può esserci neanche sicurezza senza sviluppo. Non vinceremo solo con lo strumento militare'', ha dichiarato il ministro della Difesa tedesco, Franz-Josef Jung, anticipando un imminente dibattito con gli Stati Uniti di Barack Obama che sembrano intenzionati a concentrare la loro attenzione sulla sicurezza, a scapito della ricostruzione.
Con queste parole, Jung ha infatti inaugurato la sessione della Conferenza sulla sicurezza di Monaco dedicata all'Afghanistan. Ieri il vice presidente americano, Joe Biden aveva promesso una maggiore attenzione degli Stati Uniti verso gli alleati che tuttavia sono chiamati a ''fare di più''. ''L'America farà di più. La cattiva notizia è che l'America chiederà anche di più ai nostri partner'', aveva dichiarato Biden riferendosi, prima di tutto all'Afghanistan dove gli Stati Uniti raddoppieranno quest'anno il numero dei loro militari e dove sollecitano gli alleati a potenziare i loro contingenti.
Jung ha subito precisato che ''il numero dei militari è sufficiente. Ciò di cui abbiamo bisogno è una maggiore ricostruzione, di un maggiore sforzo nello sviluppare l'esercito afghano''. La Germania ha già deciso di raddoppiare i suoi aiuti allo sviluppo, portandoli a 170 milioni di euro e ad aumentare anche il numero di gruppi per l'addestramento dei militari, che saranno 21.
Nel pomeriggio, il ministro degli Esteri pachistano, Makhdoom Qureshi, interverrà sulla questione afgana insieme al ministro della Difesa britannico, John Hutton, al generale americano David Petraeus, capo del comando centrale, e al rappresentante speciale americano per l'''Afpak'', Richard Holbrooke.