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Filippine, sono vivi i rapiti del CICR

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GINEVRA – I tre dipendenti del CICR, Andreas Notter e alla filippina Jean Lacaba e il 62enne italiano Eugenio Vagni, rapiti giovedì scorso nel sud delle Filippine sono vivi: sono entrati in contatto con la loro organizzazione ieri.

Secondo fonti militari, i rapitori chiederebbero cinque milioni di dollari per liberarli, informazione, questa, non confermata dal CICR. I sequestratori hanno raggiunto telefonicamente un collaboratore del governatore provinciale, Abdusakur Tan, e lo hanno messo al corrente della loro intenzione di aprire trattative, ha detto una fonte della polizia coperta da anonimato.

''Pensiamo che richiameranno molto presto. L'interlocutore ha voluto mantenere l'anonimato e non ha fatto menzione di un riscatto'', ha aggiunto. Fonti militari hanno invece parlato di almeno cinque milioni di dollari per liberare gli ostaggi e ritengono che i rapitori facciano parte del movimento islamista armato Abu Sayyaf.

Secondo il senatore Richard Gordon, responsabile dell'ufficio locale della Croce Rossa filippina, le discussioni sono state avviate grazie ai cellulari dei tre rapiti. Per il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) a Ginevra si tratta di 'voci': l'organizzazione ''non ha stabilito contatti con i sequestratori, non ha ricevuto alcuna richiesta da parte loro e non sa chi siano'', ha indicato all'agenzia di stampa elvetica Ats il portavoce Marçal Izard. Il CICR – ha aggiunto – continua a esigere la liberazione incondizionata dei suoi collaboratori''.

La delegazione dell'Organizzazione a Manila ha ricevuto ieri una telefonata dei tre dipendenti rapiti, con la quale comunicavano di essere incolumi. Il CICR resta tuttavia proccupato del loro stato di salute e della loro sicurezza.

Lo svizzero Andreas Notter, capo dell'ufficio del CICR a Zamboanga, la filippina Mary-Jean Lacaba e l'italiano Eugenio Vagni erano stati rapiti giovedi' scorso da uomini armati mentre si stavano dirigendo in auto verso l'aeroporto di Jolo, sull'isola omonima.

Avevano appena lasciato la prigione di Patikul, dove erano impegnati in una missione medica. Il CICR ha sospeso le sue attività a Jolo per valutare lo stato di sicurezza. Gli altri programmi dell'organizzazione nelle Filippine continuano invece normalmente.