Una caccia esercitata in modo serio e rigoroso ed un’agricoltura più responsabile. Sono questi gli elementi che hanno consentito, in questi anni, di migliorare notevolmente l’attività venatoria nel territorio provinciale, come dimostrano i dati illustrati in occasione della conferenza stampa con la quale si è fatto un bilancio della stagione venatoria che si sta ormai concludendo. Alla conferenza stampa hanno partecipato l’Assessore provinciale alla caccia Roberto Vasai, il Segretario generale dell’ente, che è dirigente del settore caccia, Gabriele Chianucci, ed il vice comandante della Polizia Provinciale Piero Pedone. Il primo dato fornito è stato quello sul lieve calo del numero dei cacciatori, che nei tre Atc del territorio provinciale sono complessivamente 14.500 dei quali 11.500 residenti in provincia. Stabile il numero dei cacciatori di cinghiale in squadra, che sono 7.800, mentre sono in aumento quelli di selezione che sono 2.200. "Un numero davvero rilevante, se penso ai 500 cacciatori di selezione all’inizio del mio primo mandato di Assessore – afferma Roberto Vasai. Molto soddisfacente è stato, quest’anno, il prelievo della lepre, con un dato provvisorio di 3.500 capi, e del fagiano, 10.000 capi. Per il cinghiale il dato finale dei capi abbattuti dovrebbe assestarsi sui 14.000, in linea con quanto ci eravamo prefissi ad inizio stagione venatoria, e di questo devo ringraziare per il forte impegno tutte le squadre. La presenza di selvaggina stanziale è indicativa di una qualità ambientale che è indubbiamente migliorata negli ultimi anni, grazie anche all’atteggiamento responsabile da parte degli agricoltori". Tra gli altri dati positivi si registrano anche la diminuzione del numero delle richieste di danni da parte degli agricoltori, 1.200 rispetto alle 1.600 dell’anno precedente, e degli incidenti stradali causati da animali, frutto anche della pressione della Provincia per fare interventi sul cinghiale in zone pericolose vicino a strade, case ed autostrada. Aumentato anche del 20% il numero di verbali degli agenti di Polizia Provinciale per il mancato rispetto della distanza dalle abitazioni dei cacciatori. Sono intanto in corso le catture nelle zone di ripopolamento di lepri e fagiani, con obiettivo rispettivamente di 1.000 e 3.000 esemplari che saranno poi lanciati insieme a 5.000 fagiani da allevamento. "Un dato importante se si considera che nel 1995 furono catturate 70 lepri e zero fagiani – afferma ancora l’Assessore Vasai. Tra gli obiettivi futuri voglio citare un nuovo corso per la caccia di selezione al capriolo, che sarà attivato nel mese di settembre, una gestione dei cinghiali durante tutto l’anno con l’obiettivo di ridurne ulteriormente il numero, la lotta alle nutrie ed alle altre specie animali, come i corvidi, che causano danni al territorio e alle coltivazioni. Una particolare sottolineatura la merita la lotta al bracconaggio, che costituisce un danno per i veri cacciatori e un grave pericolo, come dimostra il fatto che entrambi gli incidenti venatori mortali che sono avvenuti nel nostro territorio a fine 2008 si sono verificati in situazione di mancato rispetto delle norme di sicurezza. Durante le regolari battute di caccia al cinghiale infatti, grazie all’introduzione del giubbotto rosso che abbiamo attuato per primi in Toscana, gli incidenti sono calati drasticamente sia per numero che, soprattutto, per gravità. Per concludere voglio sottolineare il grande impegno che il mondo venatorio ha espresso in questi anni anche per la tutela ed il recupero ambientale, la vigilanza antincendio ed anche in opere di beneficenza come il mercatino del Calcit e le offerte al reparto di Neonatologia dell’ospedale di Arezzo", conclude l’Assessore provinciale alla caccia Roberto Vasai.