Roma, 19 mar. (Labitalia) – "L'uso del contratto di solidarietà nello stabilimento Fiat di Pomigliano (Na) è la proposta che come Fiom-Cgil avanziamo da due anni e per il quale i nostri delegati si sono lungamente battuti. Infatti, questo garantisce meglio e in maniera più equa la salvaguardia del potere d'acquisto delle retribuzioni e perché finalmente i circa duemila lavoratori posti in cassa integrazione dall'accordo firmato dall'Azienda e dai sindacati firmatari potranno tornare a varcare i cancelli dello stabilimento Fiat". Così Michele De Palma, coordinatore nazionale per la Fiom-Cgil del Gruppo Fiat, in una nota. "La direzione aziendale -continua De Palma- prosegue nel suo comportamento discriminatorio, nonostante la sentenza della Consulta e la conseguente presenza delle Rsa della Fiom-Cgil, non convocando i metalmeccanici Cgil al negoziato. Questo è un risultato che arriva dalla lunga e difficile battaglia che i nostri delegati hanno portato avanti, nonostante la limitazione operata dall'Azienda delle libertà sindacali e l'atteggiamento disfattista degli altri sindacati firmatari del Ccsl sui contratti di solidarietà"."La nostra richiesta -conclude- era che i contratti di solidarietà venissero applicati all'intera forza lavoro dello stabilimento di Pomigliano, anche attraverso un percorso formativo per i lavoratori retribuito dall'Azienda, permettendo così a tutti di tornare al lavoro applicando a tutti i dipendenti la rotazione. Rimane ancora aperto il tema del futuro produttivo e occupazionale di Pomigliano, poiché la Panda non garantisce la piena occupazione dello stabilimento".