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Consulenti lavoro, bene contratto a termine, su resto attendiamo norme

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Roma, 13 mar. (Labitalia) – "Il contratto a termine acausale per 36 mesi è una delle tante proposte fatte nei mesi scorsi dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro al ministro del Lavoro. Così come gli interventi sull'apprendistato. Sono contenute nei documenti depositati ed esposti in audizione sia alla Camera che al Senato nel luglio 2013. Ora sono state fatte proprie dal premier Renzi e su queste due misure c'è soddisfazione e auspicio di piena realizzazione. Per il resto, è difficile dare un giudizio tecnico. Sono solo affermazioni di principio". Questo, in sintesi, il giudizio espresso, con Labitalia, dai consulenti del lavoro sulle misure presentate dal presidente del Consiglio."Non si possono dare giudizi tecnici – commenta Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro – solo su affermazioni di principio. Bisognerà leggere le norme, quando saranno scritte. Ecco perchè il nostro giudizio non può che essere sospeso. Certamente, bene le novità in materia di contratto a termine, che peraltro è una nostra proposta già fatta da tempo. Ma per il resto è una nebulosa che, purtroppo, non prevede incentivi né per i lavoratori autonomi, né per i pensionati, né per i professionisti. Piuttosto, ci tengo a sottolineare al premier Renzi che la maggior parte dei rapporti di lavoro interessati dalla proposta di riduzione dell'Irpef sono gestiti dai consulenti del lavoro e non dai Ced". Il primo commento sulle misure presentate dal premier Renzi, ribadiscono i consulenti, "non può dunque che riguardare la normativa approvata, e più in particolare il decreto legge in materia di lavoro". Entrando nello specifico, per quanto concerne il contratto a termine, spiegano, "viene allungato il periodo di durata del contratto libero da causale". "Si tratta del terzo step di rilancio del contratto – ricordano – che è stato introdotto dalla legge Fornero per un periodo massimo di 12 mesi. Già il pacchetto lavoro approvato questa estate aveva previsto la possibilità di prorogare una volta sola il termine qualora il periodo iniziale fosse stato inferiore, anche se comunque entro il limite massimo previsto. Le modifiche annunciate vanno nella direzione della ulteriore modifica della durata che quindi diventa di 36 mesi. Si tratta di una misura condivisibile – osservano – che va nella direzione della flessibilità richiesta dalle pmi. Non a caso, fa parte del pacchetto di proposte che i consulenti del lavoro hanno presentato e illustrato sin dal 2012 al ministero del Lavoro".Per quanto concerne il contratto di apprendistato, "l'idea sembra quella di semplificare gli aspetti burocratici e formali del contratto", dicono, aggiungendo: "Ma ci sarà da fare i conti con la competenza concorrente delle Regioni che potrebbero creare difficoltà insormontabili, considerato che la gestione dell'apprendistato è interamente riservata agli apparati regionali". "Con la previsione del Durc on line – proseguono i consulenti del lavoro – si semplifica il lavoro dell'Inps ma non delle aziende, in quanto il problema non è la stampa ma le complicazioni e gli intralci esistenti nella procedura di rilascio. Se non si eliminano le storture burocratiche e di malfunzionamento del sistema Inps resterà una norma inattuabile e senza riscontri di concretezza". Quanto alla riduzione del premio Inail, rimarcano, "era già stato previsto dalla legge di stabilità 2014 e si ribadisce il parere favorevole". E ribadiscono che, "per quanto riguarda le misure annunciate, è difficile dare un giudizio tecnico considerato che ne sono stati delineati i contorni, ma senza entrare nel dettaglio". Quindi, un accenno alla 'Garanzia Giovani': "Bene, ma vedremo come si sviluppa l'operatività", sostengono i consulenti del lavoro. E alla spending review: "In linea di principio, non si può che essere d'accordo con gli annunciati tagli ai costi pubblici inutili, con la riforma del titolo V e il ritorno alla competenza legislativa statale, con lo sblocco dei pagamenti della P.a. e dei Fondi europei". Commentando, poi, le misure fiscali, i consulenti del lavoro affermano: "La riduzione dell'Irap per le aziende e dell'Irpef per i lavoratori dipendenti va certamente nella direzione giusta, ma bisognerà valutare l'effettiva attuazione, cioè come verrà concretizzata. In particolare, la previsione della restituzione di 10 miliardi di euro ai possessori di redditi inferiori ai 1.500 euro è assolutamente una previsione positiva; ma si attende di conoscere il dettaglio tecnico. Bisognerà vedere quale sarà la norma che ancora deve essere scritta. Non si può però non annotare l'esclusione dalla platea dei beneficiari dei pensionati tra i quali la stragrande maggioranza percepisce meno di 1.000 euro, nonchè dei lavoratori autonomi e dei professionisti".E aggiungono: "L'aumento al 26% della tassazione sulle rendite finanziare va a gravare su somme su cui i possessori hanno già pagato la tassazione diretta. Quindi, non sembra andare nella direzione dell'equità sociale". "La riforma del lavoro, prevista entro 6 mesi, sarà il vero banco di prova sulle politiche attive. I consulenti del lavoro intendono dare un contributo concreto alle modifiche di sistema che si dovranno ineluttabilmente adottare", concludono.