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Meyer intervento eccezionale su una donna di 52 anni

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Meyer intervento eccezionale su una donna di 52 anni

FIRENZE – Un rarissimo difetto congenito, la scoperta in età adulta, a cinquant'anni. L'operazione risolutiva fatta in un ospedale pediatrico. Può sembrare paradossale, ma la cultura del "difetto congenito", che declina la multisciplinarietà a una visione ricostruttiva. qual è appunto l'approccio per i bambini, è stata l'ottica vincente per diagnosticare e soprattutto intervenire chirurgicamente su una malformazione grave, rara e complessa in una paziente adulta. E' l'esperienza dell'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, dove grazie alla presenza di tutte le competenze medico-scientifiche e alla loro attitudine di lavorare insieme, è stato possibile realizzare un intervento che ha pochissimi precedenti in Italia. Protagonista è Rosa, una signora di 52 anni, colpita da una rarissima malformazione dal nome complesso – meningocele anteriore sacrale occulto – ma dagli effetti devastanti, ovvero l'estrema difficoltà a camminare, costringendo alle stampelle. Con una complessa operazione che ha coinvolto più specialisti, dal neurochirurgo, al chirurgo pediatrico, al ginecologo, al neurorianimatore, sino al neuroradiologo, la paziente non solo ha ripreso a camminare, ma per la prima volta da due anni, ha potuto trascorrere serenamente queste festività. "Questa operazione mi ha fatto il regalo più bello: un Natale meraviglioso – dice la signora –. Già poche ore dopo l'intervento ho sentito le mie gambe leggere, finalmente diverse, ho potuto camminare. Una felicità immensa. E pensare che quando mi hanno indicato il Meyer come il Centro che poteva risolvere i miei problemi ho sorriso, pensando: ma guarda, mi mandano dal pediatra… Grazie ai medici dei bambini, sto guarendo".

I problemi di Rosa sono iniziati alla fine del 2005 quando ha sentito le sue gambe diverse da come erano prima. "Inciampavo spesso – spiega – e non riuscivo a rialzarmi. Da quei giorni i miei passi si sono fatti via a via più incerti". La causa di questo problema, come spiega il neurochirurgo Lorenzo Genitori: "E' il difetto congenito, caratterizzato dalla protusione del sacco durale attraverso un'apertura anteriore del sacro, nella cavità addominale. Le conseguenze sono un progressivo stiramento delle radici nervose ed una paralisi degli arti inferiori. Questo difetto può anche manifestarsi acutamente con una meningite gravissima". Una malformazione non facile da diagnosticare: infatti può essere scambiata per una cisti ovarica e perciò "portare – spiega sempre il dottor Genitori – a ovvie catastrofi chirurgiche quando si tenta un trattamento non ben pianificato".

Per trovare una cura Rosa è stata visitata da molti neurochirurghi, si è sottoposta a un'operazione dall'esito non risolutivo, fino allo specialista che le ha indicato il Meyer come centro più indicato. La correzione di questo tipo di difetto poteva realizzarsi solo attraverso il coinvolgimento di un équipe multidisciplinare. I centri di grande rilievo a cui la signora si è rivolta non hanno trovato la risposta, perché monospecialistici. Nell'Ospedale pediatrico fiorentino ogni specialista svolge il proprio ruolo in un gioco di squadra, corale.

Rosa è arrivata al Meyer a settembre di quest'anno per le visite e poi ai primi di dicembre per l'intervento. Stava perdendo l'uso delle gambe. Qui si è deciso di operare la signora mediante un'equipe multidisciplinare in anestesia generale (Dottor Leonardo Bussolin) facendo un'incisione simile a quella di un taglio cesareo. Con attrezzature create per l'occasione, i chirurghi pediatrici (Dottori Bruno Noccioli e Enrico Ciardini) hanno mobilizzato le anse intestinali, quindi l'utero (Dottor Ettore Cariati), raggiungendo e quindi isolando la massa che si era formata. Lo staff neurochirurgico (Dottori Lorenzo Genitori e Flavio Giordano) con una tecnica microchirurgica ha ridotto la sacca malfomata, ripiegando la parete su se stessa così da ridurne il volume e rinforzarne la parete. Infine sono stati impiegati materiali biocompatibili per completare la chiusura del difetto congenito. "Caratteristica dei chirurghi pediatri – spiega il dottor Noccioli – è quella di operare prevalentemente con obiettivo plastico ricostruttivo e raramente demolitivi. Questo l'approccio seguito per dare risposta alla signora Rosa". Dopo un periodo post operatorio semplice di qualche giorno la signora ha effettuato i primi passi spontaneamente con recupero della motilità agli arti inferiori. "Sarà necessario un periodo di riabilitazione – spiega il dottor Genitori – affinchè le funzioni neurologiche possano ancora migliorare". Poco prima di Natale Rosa è stata dimessa dal Meyer ed è uscita dal reparto, finalmente camminando.