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8 marzo: Colap, no a segregazione occupazionale donne

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Roma, 7 mar. (Labitalia) – "Il Colap è per la promozione delle pari opportunità e per il miglioramento delle condizioni dell?occupabilità femminile, basti pensare che i tassi di femminilizzazione in alcune delle nostre associazioni aderenti sono altissimi, arrivando anche al 70%". Lo dichiara Emiliana Alessandrucci, presidente del Colap, in occasione dell'8 marzo. "In Italia da un po? di tempo ormai – continua Alessandrucci – le donne sono entrate più numerose nel mercato del lavoro, ma le loro condizioni professionali purtroppo risultano ancora svantaggiate rispetto a quelle degli uomini e con difficoltà arrivano a ricoprire ruoli ad alto potere decisionale; per questo motivo, vogliamo lavorare per valorizzare il talento e l?intraprendenza delle professioniste donne, portando avanti progetti strutturati di autoimprenditoria, capaci di pensare anche all?aspetto delicato, soprattutto per le libere professioniste, della conciliazione vita lavoro". "Nell?anno che l?Europa dedica alla 'Conciliazione della vita professionale e familiare -conclude la presidente- ci attendiamo proposte e risoluzioni che sappiano armonizzare l?esigenza della donna di essere lavoratrice ma anche mamma". "I fenomeni della segregazione orizzontale, ovvero la mancata possibilità di accesso ad alcune tipologie di professioni per le donne, e di quella verticale, ossia l?ostruzionismo a raggiungere i vertici delle realtà aziendali e lavorative in genere (con l?eccezione di professioni reputate ?tipicamente? ad appannaggio femminile), sono ancora oggi una ?triste? e pregnante realtà", dichiara Annadebora Morabito, consigliere del Comitato scientifico Colap. "Senza considerare -aggiunge Morabito- i gap salariali rispetto alle retribuzioni maschili e la mancanza di politiche di tutela per le donne lavoratrici autonome (ad esempio la ?maternità), specie per le coloro che non sono afferenti ad albi o ordini". "Trovo in questi fenomeni – continua Morabito – una aggravante non di poco conto in relazione alla violenza economica, troppo spesso taciuta ma sovente alla base della non emancipazione delle donne dalla condizione di violenza, soprattutto in presenza di figli".