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Mario Fani: “Con gli occhi del giorno”

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Da sabato 6 dicembre, con inaugurazione alle 18, fino al 6 gennaio 2009, la Galleria Comunale di Arte Contemporanea, in Piazza San Francesco, ospita una nuova mostra organizzata dall’assessorato alla cultura del Comune di Arezzo.
“Con gli occhi del giorno” è il titolo dell’esposizione che avvicinerà il pubblico alla pittura di Mario Fani, nato nel 1950 a Poppi, le cui opere sono presenti in collezioni private e pubbliche, tra cui la Collezione Permanente del Senato della Repubblica, e che divide la propria vita e attività fra Ortignano e Arezzo. Dal lunedì al venerdì: 16-20. Sabato e domenica: 10-13/16-20.
“Una grande apertura per il mese che l’amministrazione comunale dedica alla ‘Città di Natale’ – ha dichiarato l’assessore alla cultura Camillo Brezzi – e nella stessa giornata caratterizzata dall’inaugurazione di Piazza Guido Monaco. Chiudiamo il 2008, un anno molto intenso per la Galleria Comunale, con un pittore del nostro territorio, di fama internazionale, che viene dopo l’altro aretino Raffaello Lucci. Abbiamo ospitato le opere di Gigotti, di Fiume, dei fratelli Bueno, adesso il calendario ha ‘virato’ in direzione di due artisti locali di fattura pittorica apparentemente molto distante: l’astrattismo di Lucci e gli interni di Fani, le sue tavole apparecchiate in maniera frugale, la loro pacatezza e serenità che sottendono comunque interrogativi e metafore profonde. La mostra di Fani è un’antologica composta da 67 quadri che scandiscono un percorso decennale, dal 1999 al 2008, di grande maturazione artistica. Grazie allo spazio della Galleria offriamo dunque al pubblico aretino una panoramica completa dell’arte contemporanea e dei pittori che la contraddistinguono, compresi i viventi”.
“Devo dare atto all’amministrazione comunale – ha subito aggiunto Mario Fani – del coraggio di alternare alla pittura astratta di Raffello Lucci il mio mondo figurativo. Le due cose impattano in maniera indubbiamente diversa agli occhi di un visitatore ma sono tuttavia le due facce di una stessa medaglia, la ricerca pittorica e il nostro rapporto con la luce e il colore. Chi è Mario Fani? È una persona che non ha televisione in casa, si alza al mattino alle 8, in estate anche prima, e con il sottofondo della rassegna stampa di Radio 3 vive un po’ come i contadini di una volta, ‘da buio a buio’, cercando di cogliere la luce più significativa della giornata e il palcoscenico di bellezza che quotidianamente offre la natura. Questo spettacolo cerco poi di riproporlo nei miei quadri, trasmetterlo in maniera diretta all’osservatore, passando dal colore del giorno pieno, a quello crepuscolare, lunare, alla luce di una candela. I pretesti che scelgo per filtrare questi passaggi sono gli oggetti di casa, tavoli, brocche, insalatiere, bicchieri, nature morte immerse nel silenzio delle stanze dove l’umanità non viene rappresentata ma evocata. L’ultimo quadro che ho composto è tagliato esattamente a metà, una parte scura, una illuminata: qui è giunta per adesso la ricostruzione di un piccolo mondo poetico che equivale al sentire interiore del mio animo”.
Ecco un estratto del catalogo della mostra scritto dal critico Alberto Asor Rosa: “La magia della pittura di Mario Fani non consiste nel rimandare ad un mondo ‘altro’. Consiste, se mai, nel caricare di sensi più intensi e profondi quel povero mondo che, dopo il tramonto dei sogni, degli ideali, delle utopie, ci è rimasto. Con questa singolare operazione di ‘traslazione di senso’, Fani riscopre e ci fa riscoprire che esiste una poesia negli oggetti, a patto che, isolandoli come lui fa nello spazio e nel tempo, voi siate in grado come lui di non dimenticarne l’origine, che è quella nostra comune”.