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Fortezza: tornerà a battere il cuore antico della ciità

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Fortezza: tornerà a battere il cuore antico della ciità

Per la Fortezza è tempo di progetti e di lavori. Si prepara il cantiere da oltre 1 milione di euro destinati all’ingresso, ai camminamenti, alla sistemazione di alcune aree e all’illuminazione. Ma nel frattempo ecco un altro progetto, quello relativo al restauro e consolidamento del paramento murario, messo a punto con il contributo scientifico dell’Università di Firenze e con quello economico dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. In questo caso siamo di fronte ad un investimento complessivo di 1 milione e 700.00 euro.
Il progetto è stato presentato questa mattina nella Sala Rosa del Palazzo comunale dal Sindaco Giuseppe Fanfani che ha ringraziato gli enti e gli staff tecnici che hanno contribuito e lavorato al progetto dichiarando “grande soddisfazione per la presenza di tante persone tutte impegnate a vario titolo per la valorizzazione architettonica, economica e culturale di Arezzo. E’ stato realizzato un progetto di recupero della Fortezza che renderà a questo monumento il ruolo e la considerazione che merita nella storia della città sia per gli aretini che per i tanti turisti che apprezzano Arezzo”.
Il Soprintendente di Arezzo, Aldo Cicinelli, ha ricordato le competenze della Soprintendenza su “beni artistici e storici ma anche ambientali e architettonici che ben si integrano in questa realizzazione. Ci congratuliamo per i progetti presentati che sono molto ambiziosi e che riguarderanno, oltre alla Fortezza, tutto il recupero storico e strutturale della parte alta della città. Stiamo lavorando a strettissimo contatto concordando interventi anche sui materiali per ridare alle strutture le loro caratteristiche originarie”.
Le motivazioni del determinante contributo economico che consentirà la realizzazione del progetto le spiega il Direttore generale dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Antonio Gherdovich. “Ci interessa la valorizzare del territorio in tutti gli aspetti che riguardano la qualità dell’ambiente e della vita delle persone che nel territorio vivono. Le fondazioni bancarie servono a questo e, come ci siamo adesso, ci saremo in futuro per condividere realizzazioni e progetti di solidarietà e di cultura. In questo caso il restauro delle mura della Fortezza saranno un’occasione anche per conoscere il passato e affrontare meglio il futuro”.
Questo progetto, insieme agli altri interventi sulla Fortezza, sono stati inseriti dall’assessore ai lavori pubblici Franco Dringoli nel progetto strategico del Comune di Arezzo per il centro storico, anche in relazione al Piuss. “La sfida che ci proponiamo, soprattutto in un momento difficile come questo, è di valorizzare al massimo le opportunità che abbiamo. Arezzo ha enormi potenzialità architettoniche e una grande ricchezza culturale , turistica ed economica. Dobbiamo agire con cautela ed attenzione rispettando le caratteristiche originarie dei luoghi e collaborando con i soggetti interessati. Questa nostra volontà è evidente nell’accordo fatto lo scorso anno con la Soprintendenza e dal protocollo d’intesa siglato con le associazioni di categoria e gli ordini professionali”.
A corredo della presentazione, è stata allestita anche una piccola mostra al terzo piano del Palazzo Comunale dove, attraverso foto d’epoca (messe a disposizione dal FotoClub Chimera) e moderne, rilievi e progetti, sono visibili le caratteristiche della Fortezza nei vari aspetti.

LA FORTEZZA: GLI ASPETTI TECNICI DEL RESTAURO
Il metodo, i rilievi, le mappature, i grafici, i progetti per il restauro della Fortezza sono stati presentati questa mattina nel corso dell’iniziativa organizzata dal Comune di Arezzo dal Direttore dell’ufficio lavori pubblici del Comune Mauro Senesi che ha ricordato come “il restauro della cortina muraria della Fortezza di Arezzo si ispira a criteri di conservazione e consolidamento finalizzati a dare solidità strutturale e superficiale agli elementi e alle parti che la costituiscono. L’intervento si riferisce ai casi di dissesto presenti in corrispondenza del Bastione del Belvedere e di quelli della Chiesa e del Ponte del Soccorso. L’intento primario dell’intervento è quello di cristallizzare la situazione attuale, evitando fenomeni di ribaltamento ed ulteriori dislocamenti delle porzioni murarie”.
Maggiori dettagli sono stati presentati da due docenti del Dipartimento restauro e conservazione beni architettonici dell’Università di Firenze, Grazia Tucci e Maurizio De Vita. “Abbiamo utilizzato strumentazioni avanzate per ‘scansionare’ la Fortezza ed è emerso che questa possente struttura non presenta lesioni gravi tranne per le parti fatte saltare dalle mine delle truppe napoleoniche nel 1800 che vanno riconnesse tra loro. Abbiamo verificato le caratteristiche ed il degrado di tutte le parti che compongono i 10.000 metri quadrati di superficie dei paramenti murari della Fortezza con l’obiettivo non di ricostruirla ma di mantenere i suoi aspetti originari perché la pietra non è semplice materia ma rappresenta un atlante, un libro che ci racconta la storia, in questo caso della Fortezza”.
I materiali lapidei e le malte usate sono state infatti oggetto di indagini chimico-fisiche che, insieme ad una sequenza di attività correlate e integrate fra loro, hanno portato a precise scelte progettuali. Precise le scelte di metodo: acquisizione delle informazioni, dei dati dimensionali e delle informazioni con tecniche di misura integrate seguite poi da acquisizioni di dettaglio con scansioni tridimensionali e foto digitali ad alta risoluzione che hanno portato alla realizzazione della mappatura e delle tavole grafiche finali organizzate per porzioni omogenee e continue dei fronti della fortezza.