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Staminali: Fazio, da Css stop a Stamina nel 2011

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Roma, 12 feb. (Adnkronos Salute) – Nell'estate del 2011 è stato richiesto dal ministero della Salute un parere al Consiglio superiore di sanità (Css) sul metodo Stamina . E "il Css", in risposta, "ha richiesto una documentazione precisa, sia dal punto di vista delle pubblicazioni scientifiche, sia del comitato etico, sia dell'attinenza dei locali dei laboratori a quelle che sono le norme vigenti. Cosa che Stamina non è stata presumibilmente in grado di dare". Dunque, "così come è stata fatta la richiesta, senza queste ulteriori informazioni, il Css ha detto che non si poteva proseguire". Così l'ex ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in audizione alla commissione Sanità del Senato sul caso Stamina. La questione – ha spiegato Fazio – nacque nel 2010 su stimolo di un'alta carica istituzionale, che ci chiese di occuparci del caso di un bambino con una malattia del gruppo Niemann Pick. Trieste si era offerta di curarlo e noi abbiamo chiesto anche a un istituto molto serio, il centro del professor Biondi dell'università Bicocca all'ospedale di Monza, dove si fanno cure di questo tipo. Questo centro ha laboratori" che rispondono alle Gmp "a norma Aifa ed è autorizzato a fare questo tipo di cure. Era tutto organizzato finchè il padre del bambino" si tirò indietro. "Successivamente – fa sapere Fazio – il presidente dell'associazione Niemann Pick scrisse che si voleva che fosse utilizzato il metodo Stamina". Quindi, l'allora ministro Fazio chiese un parere al Css che "ha risposto che in assenza di informazioni su come funziona" questo metodo, non era possibile procedere. "Questo – ha precisato Fazio – finchè sono stato ministro. E ricordo che ai sensi del decreto Turco-Fazio non è necessaria l'autorizzazione ministeriale" per richiedere cure "ma è una decisione che viene presa dalle Regioni e che è per solerzia dei funzionari che siamo andati avanti su questo discorso". E il parere richiesto al Css "non era un atto dovuto", ha aggiunto. Per quanto riguarda l'Aifa, "non mi risulta che abbia" mai "detto di sì" al metodo Stamina, "mi risulta che un funzionario dell'agenzia abbia detto 'dateci di nuovo tutta la documentazione, ma senza la documentazione noi non possiamo fare niente'. Successivamente è stata fatta addirittura un'ordinanza. Quindi l'Aifa si è comportata in maniera secondo me cristallina", ha concluso.