Non amiamo mai nessuno. Amiamo solamente l'idea che ci facciamo di qualcuno. E' un nostro concetto (insomma, noi stessi) che amiamo. Questo discorso vale per tutta la gamma dell'amore. Nell'amore sessuale cerchiamo il nostro piacere ottenuto attraverso un corpo estraneo.
E' uno dei passaggi del Libro dell'inquietudine, da cui sarà tratto il reading che andrà in scena mercoledì 12 febbraio al teatro Virginian (via de' Redi 12) alle 21,30.
Il libro è costituito da frammenti, un diario esistenziale, un testo che non è riuscito a diventare veramente un libro, scritto da Berardo Soares, alias Fernando Pessoa.
Tra parole, luci e immagini, al teatro Virginian ci sarà un’atmosfera avvolgente che accompagnerà gli spettatori tra una confessione e l’altra del volume di Soares.
Pessoa stesso definì la personalità fittizia del suo pseudonimo non come un eternonimo ma come un semi-eteronimo, un Pessoa cui mancava qualcosa: «Una semplice mutilazione della mia personalità: sono io senza il raziocinio e l’affettività».
Bernardo Soares è un modesto impiegato in un ufficio della Baixa di Lisbona e molti frammenti del libro sono dedicati alle sensazioni evocate dalla città poiché è dal rapporto fra subconscio e mondo esteriore che Bernardo Soares parte per creare la sua inquieta metafisica.
Per info e prenotazioni 334 3425268 o 334 3385046
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