Roma, 7 feb. (Labitalia) – "Questo è l'ultimo treno per il nostro Mezzogiorno, i fondi strutturali europei 2014-2020 devono essere utilizzati bene. Il Mezzogiorno d'Italia può essere la chiave per lo sviluppo, ma deve utilizzare questa nuova programmazione europea nel modo corretto. E tutti i nuovi strumenti, la nuova agenzia che è stata creata per supportare le Regioni, il Formez, Invitalia, tutti coloro che nel Mezzogiorno possono dare una mano devono partecipare a una regia complessiva che il governo deve gestire. Ci sembra che questa materia sia oggi all'attenzione del premier e del governo e quindi auspichiamo di poter recuperare rispetto agli errori del passato". Così Carlo Flamment, presidente del Formez, intervistato da Labitalia, fa il punto sull'utilizzo dei fondi strutturali europei nel nostro Paese. Secondo Flamment, in questi anni il Sud del nostro Paese non ha fatto passi in termini di svilluppo rispetto "ad altre aree arretrate della Spagna e dell'Est Europa". Secondo il presidente del Formez, è mancata la giusta programmazione. "Le regole europee -spiega- sono molto complesse, burocratiche, difficili e quindi hanno già insito il germe della inefficienza se non sei in grado di capirle e sfruttarle in modo corretto. Queste regole, calate su un'amministrazione mediamente anziana, che non era preparata a una programmazione di interventi, a una gestione così complessa, nelle nostre regioni del Sud ha visto una affannosa rincorsa della progettazione". Senza dimenticare, conclude Flamment, che "una delle ragioni che ha portato a un non ottimale utilizzo dei fondi europei è costituito dai vincoli del Patto di stabilità per le amministrazioni"