Home Nazionale Rc Auto: Attuari, nuove norme non bastano, tutti intorno a tavolo per riforma

Rc Auto: Attuari, nuove norme non bastano, tutti intorno a tavolo per riforma

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Roma, 28 gen. (Labitalia) – "Sull'assicurazione auto, dopo le nuove norme varate dal governo con il decreto 'Destinazione Italia', sul quale si è appena avviato il dibattito parlamentare, scendono pubblicamente in campo gli attuari, i professionisti coinvolti più di chiunque altro nel calcolo delle tariffe. Con una lettera inviata al governo, che porta la firma del presidente del Consiglio nazionale, Giampaolo Crenca, e del presidente dell'Ordine nazionale, Fausto Belliscioni, gli attuari rinnovano la loro richiesta di un tavolo di lavoro allargato a tutti gli attori per affrontare una volta per tutte i problemi strutturali della Rc auto in Italia che anche i provvedimenti in discussione non sono capaci di risolvere". E' quanto si legge in una nota congiunta del Consiglio nazionale degli attuari e dell'Ordine nazionale degli attuari. Sottolineano inoltre come nel decreto si siano fissati dei vincoli di prezzo "senza che sia stata effettuata alcuna quantificazione, per quanto su base previsionale, circa l'effettiva riduzione dei costi conseguente all'applicazione delle norme stesse". La lettera è indirizzata al presidente del Consiglio, Enrico Letta, al ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, al presidente dell'Ivass, Salvatore Rossi, e al presidente dell'Ania, Aldo Minucci. Secondo gli attuari, è "preoccupante" il fatto che ancora una volta la quasi totalità delle norme che si stanno per introdurre ha l'obiettivo di ridurre la quota di risarcimenti generati dalle frodi, "mentre praticamente nulla è stato previsto per ridurre la quota dei risarcimenti effettivamente dovuti, perché conseguenti a danni materiali e/o fisici a seguito di un incidente stradale". Nella lettera si sottolinea che, "dati alla mano, le frodi incidono in misura significativa soltanto in alcune circoscritte aree territoriali (dove potrebbero essere predisposte iniziative specifiche); mentre, su base nazionale, costituiscono appena il 5% del totale dei risarcimenti". "Anche ipotizzando -spiegano gli attuari- che per ogni frode che viene scoperta ce ne sia una che sfugge, e quindi raddoppiando il dato, si arriva al 10% del totale dei risarcimenti. Perché allora puntare sul bersaglio piccolo, che pure va colpito, e non su quello grosso?". I provvedimenti contenuti nel decreto, scrivono Giampaolo Crenca e Fausto Belliscioni, "tralasciano quasi del tutto le azioni per il 90% restante: anche se per ipotesi le truffe fossero completamente debellate, sulla tariffa Rc Auto continuerebbero comunque a gravare i costi dei risarcimenti 'veri'".