Home Nazionale Tiraboschi, 36mila posti creati in 6 mesi? Siamo solo a metà cammino

Tiraboschi, 36mila posti creati in 6 mesi? Siamo solo a metà cammino

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Roma, 27 gen. (Labitalia) – "Si tratta indubbiamente di un segnale positivo, dopo mesi consecutivi di saldi negativi nel rapporto tra assunzioni e cessazioni". Così Michele Tiraboschi, giuslavorista e direttore del 'Centro Studi Marco Biagi', commenta con Labitalia le parole che il ministro Giovannini ha usato in una lettera alle Regioni, ricordando che, "in meno di sei mesi, gli incentivi varati e attuati dal governo hanno generato 36mila posti di lavoro per giovani, donne e over 50, portando il saldo tra assunzioni e cessazioni in terreno positivo (+25.720 unità) nel terzo trimestre, per la prima volta da quasi un anno e mezzo." "Tenendo peraltro in considerazione che il mercato del lavoro e le aziende vivono anche di segnali e di fiducia -spiega Tiraboschi- bene fa il ministro a rimarcare il dato che certamente in parte è riconducibile al pacchetto lavoro dello scorso luglio e allo sforzo di sostenere a livello economico le assunzioni dei giovani. Siamo però solo a metà del cammino se è vero che il presidente Letta aveva stimato, all'indomani della approvazione del pacchetto lavoro, 200mila nuove assunzioni nell'arco di 18 mesi". "Stando così le cose -ragiona Tiraboschi- si potrebbero raggiungere oltre 100mila occupati in 18 mesi. Dato certo non trascurabile, in una stagione così difficile, ma ancora poco per rispondere alle domande dei tanti giovani che non trovano lavoro e neppure talvolta opportunità di esperienze formative e semplici stage". Scrive ancora il ministro Giovannini: "In particolare, nel terzo trimestre tornano a crescere le attivazioni di contratti di apprendistato (+4,9% rispetti al trimestre precedente) e quelli a tempo indeterminato (+1,5%), cioè le due forme contrattuali in cui si sono concentrati gli incentivi governativi". Sono dati che vanno letti con attenzione, invita Tiraboschi. "Nel complesso, secondo il recentissimo rapporto sull'attuazione della legge Fornero, su base annuale -precisa il giuslavorista- la quota più consistente delle nuove assunzioni è tuttavia rappresentata dai rapporti di lavoro a tempo determinato (69,3% del totale dei contratti) seguiti, a larga distanza, dai rapporti a tempo indeterminato (15,4%), dalle collaborazioni a progetto (5,9%) e, buoni ultimi, dai contratti di apprendistato (2,7%). Bene, dunque, i segnali positivi del terzo trimestre 2013, ma ancora poco per rilanciare uno strumento così importante per l'occupazione giovanile e la competitività delle imprese come l'apprendistato"."Qui occorrerebbe -aggiunge Tiraboschi- avviare un monitoraggio in parallelo dei tirocini formativi per valutare una eventuale e a mio avviso evidente concorrenza dei tirocini rispetto al ben più strutturato e formativo apprendistato. Nei Paesi dove l'apprendistato funziona non esiste la concorrenza degli stage che servono ad altro", conclude.