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il 6 febbraio anche i bimbi dalla Madonna del Conforto

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il 6 febbraio anche i bimbi dalla Madonna del Conforto

Il 6 febbraio anche i bambini vanno dalla Madonna del Conforto. Marco Bonci, responsabile Ufficio Scuola della diocesi aretina (e mail: [email protected]), invita tutti i maestri del comune di Arezzo a portare i loro bambini in Cattedrale, il 6 febbraio primo giorno delle celebrazioni che dureranno sino al 15, per festeggiare la Madonna del Conforto, Protettrice della Città con san Donato. Si tratta di un momento di preghiera e di festa guidato dall’arcivescovo Riccardo Fontana. E’ questo il secondo anno che il gesto coinvolge tutte le scuole e non solo quelle delle suore. Il difficile momento in cui viviamo chiede di coinvolgere anche i bimbi nelle intercessioni mariane presso la Cappella ottocentesca della Madonna di provenzano, a sinistra della entrata principale del Duomo di Arezzo. Sebbene non sia la festa del santo patrono Donato vescovo e martire, la Madonna del Conforto riceve il 6 febbraio visite di istituzioni civili, aziende, famiglie. E’ noto il legame fra la città e l’immagine miracolosa. Ecco come ne parla Luca Tognaccini, professore al Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Arezzo, nella sua “Piccola storia di Arezzo”: “Nel 1796, l’immagine mariana di terracotta invetriata, la Madonna di Provenzano, che sarà ribattezzata “Madonna del Conforto”, risplende ed interrompe una scossa di terremoto. Il miracolo commuove la città. Il 15 di febbraio del 1796, in una bettola gestita dai frati camaldolesi, il fumo unto di pentolacce abbruna le pareti ed una immagine in ceramica della Madonna, uomini abbrutiti da una dura giornata di lavoro mangiano e giocano a carte. Fra di loro anche due ubriaconi. Ad un certo punto una forte scossa di terremoto li fa sobbalzare. Ma la preghiera impaurita e resa immediata dal vinaccio acido che scioglie i freni inibitori, arriva al cuore della Vergine. (E’ proprio vero che la Madonna ascolta tutti). Così, mentre il terremoto si blocca all’improvviso, l’immagine sporca diventa lucida e splendente e sorride ai due accattoni. Il vescovo accorre di persona, rimane colpito dalle testimonianze, porta la potente immagine splendente in duomo, casa di tutti i credenti, affinché da lì protegga tutta la città, dalla maestosa cappella che si appresta a costruirgli. Come ha ricordato il vescovo a noi giornalisti:” Ma non dimentichiamoci di tornare a pregare la Madonna del Conforto, una immaginuccia di coccio che diviene fulgida quando due avvinazzati impauriti Le si rivolsero dicendoLe:-‘Non se ne può più di tutto questo tribolare. Ora ci voleva anche il terremoto. Ma Tu non fai proprio nulla per noi poveretti? Aiutaci, Te ne preghiamo’. Ed il sisma cessò”.