BOSTON – 'Obama for president' e 'Non più maverick'. A tre settimane esatte dal voto, il 'Boston Globe' si schiera "con grande entusiasmo" a favore del candidato democratico Barack Obama (nella foto) alla Casa Bianca e contro John McCain in due editoriali nei quali il quotidiano spiega le ragioni della scelta. Nel primo sostiene che "il carismatico senatore dell'Illinois ha la capacità di canalizzare le speranze degli americani e chiamare a raccolta la gente, in un momento in cui i venti stanno diventando più forti e continuano a oscurarsi le nubi".
Il quotidiano del Massachusetts sottolinea come, "a differenza di molti suoi rivali di entrambi i partiti" in questa corsa alla Casa Bianca, "Obama non sta combattendo di nuovo le battaglie politiche e culturali degli anni Sessanta: invece, sta chiedendo agli americani di assumersi le reponsabilità per i problemi della nazione adesso".
A gennaio, ricorda ancora il 'Boston Globe', spiegando il suo sostegno al candidato democratico, "un nuovo presidente si assumerà la responsabilità di una nazione svilita, un'America sempre più debole dal punto di vista economica, meno sicura dal punto di vista militare e meno rispettata internazionalmente di quanto lo fosse otto anni fa". E' per questa ragione che "la nazione ha bisogno di un capo che abbia il temperamento e il sangue freddo per guidare gli americani attraverso quello che promette di essere un periodo duro e che abbia la visione per ridare a questo Paese il suo posto nella leadership del mondo". E questo capo è Obama.
Nel secondo editoriale, dedicato al senatore dell'Arizona, il giornale ricorda come a dicembre, prima dell'inzio della stagione delle primaria, si schierò con McCain, nella convinzione che avrebbe condotto una campagna "di sostanza, non demagogica". "Non ci aspettavamo l'altro John McCain – è l'accusa del 'Boston Globe' – quello che si è presentato alle elezioni generali. Se schiavo di chi lo manipola o della sua stessa ambizione, McCain ha abbandonato la rispettosa discussione delle differenze per la ruffianaggine e l'invettiva… la sua reputazione di maverick (di personaggio ribelle e indipendente, ndr) è adesso rovinata".
Secondo il quotidiano, la 'svolta' ci sarebbe stata con la "scelta allarmante di Sarah Palin, arrivata solo dopo che candidati più moderati e di maggiore esperienza che McCain preferiva sono stati respinti dagli uomini della sua campagna. La scelta della Palin… è stata un cinico complotto teso ad infervorare i conservatori ideologici e ad adescare gli scontenti sostenitori di Hillary Clinton".
"Le campagne sono sempre una prova del fuoco – chiosa infine il 'Boston Globe' – e questa ha dimostrato che McCain è ondivago, che non è in sintonia con l'americano medio… E' stato una delusione profonda e non è adatto a guidare la nazione verso il suo rischioso futuro".
Articlolo scritto da: Adnkronos