Milano, 21 gen. (Adnkronos Salute) – La crisi minaccia la salute dei milanesi. Il 64% degli abitanti del capoluogo lombardo dice di avere rinunciato, o di essere pronta a rinunciare, a diverse prestazioni mediche per colpa delle difficoltà economiche. Dentista, dietologo e fisiatra sono i primi camici bianchi a 'saltare' quando il portafoglio dimagrisce. Il dato emerge dall'ultima ricerca condotta dall'Osservatorio Sanità di UniSalute, compagnia del Gruppo Unipol specializzata in assicurazione e assistenza sanitaria. Particolarmente a rischio causa crisi sono le cure odontoiatriche, che dopo quelle farmaceutiche sono la principale fonte di spesa in servizi sanitari (12 miliardi di euro all'anno spesi per la salute dei denti, secondo il Censis). Si tratta infatti di una voce non coperta dai Livelli essenziali di assistenza, se non per una ridottissima fetta della popolazione. Risultato: il 22% dei milanesi è pronto a rinunciare al dentista per i costi. Dato che conferma una tendenza già rilevata dall'Andi, l'Associazione nazionale dentisti, secondo cui dal 2007 al 2012 mezzo milione di famiglie italiane hanno rinunciato al dentista per la crisi, anche in presenza di serie patologie.I milanesi che invece dichiarano di non voler rinunciare alle spese per la propria salute (36%), preferendo fare sacrifici in altri campi, valutano comunque con sempre più attenzione se rivolgersi al servizio pubblico o privato, sottolineano i promotori dell'indagine in una nota. Tra chi si sceglie il Servizio sanitario nazionale, il 27% lo fa principalmente per gli esami diagnostici come radiografie o ecografia, il 15% per cure ed esami che richiedono il ricovero, il 14% per visite specialistiche.