Roma, 14 gen. (Labitalia) – "I piani sul lavoro presentati da Renzi e Alfano hanno il merito di aver riportato l'emergenza lavoro al centro del dibattito politico". Lo dice a Labitalia il giuslavorista Michel Martone ed ex viceministro al Lavoro con il governo Monti. "Quello di Alfano – fa notare – è un progetto organico che mette a sistema le diverse proposte legislative presentate nel corso degli ultimi anni dal Pdl. Qualora venisse fatto proprio dal governo, potrebbe complicare le relazioni con i sindacati, tenuto conto del fatto che ha una forte portata innovativa posto che, con la proposta di uno Statuto dei lavori, ripropone il tema dell'abrogazione dell'articolo 18 e vuole potenziare l'art. 8". "Il 'Jobs act' di Renzi – osserva – richiama alcune proposte che nel corso degli anni sono emerse nel campo del centrosinistra, come quella del contratto unico a tutele progressive o dell'assegno universale di disoccupazione e, almeno nella forma, si ispira all'American Job Act presentato da Obama nel 2011. Muove dalla importante consapevolezza che i posti di lavoro li creano gli imprenditori e non le leggi e per questo guarda alla necessità di riformare interi settori dell'economia e non solo il mercato del lavoro"."Si tratta – rileva Martone – di un piano che è molto ambizioso negli obiettivi ma non è stato ancora declinato nei contenuti e, forse anche per questo, è stato accolto positivamente dalle parti sociali. Per giudicarlo, sarà quantomeno necessario aspettare il 16 gennaio, visto che ad oggi è stata presentata solo una bozza di lavoro. Di sicuro, grazie a queste proposte, il dibattito dei prossimi mesi sui temi del lavoro si preannuncia vivace. Speriamo sia anche produttivo".