Home Nazionale Fiavet, ombre sul 2014 per controllo fisco che pesa su acquisto viaggi

Fiavet, ombre sul 2014 per controllo fisco che pesa su acquisto viaggi

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Roma, 27 dic. (Labitalia) – "Nel 2013 gli italiani hanno viaggiato anche se meno degli anni precedenti e, per il 2014, temo che le cose andranno peggio". Così Fortunato Giovannoni, presidente Fiavet (Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo), fa il punto con Labitalia dell'andamento turistico degli italiani. "Rispetto al passato – avverte – c'è stato un calo per l'economia del settore e una sfiducia dilagante a causa dell'introduzione di regole che frenano l'organizzazione di viaggi. Mi riferisco allo spesometro che non ha fatto altro che disincentivare l'acquisto di pacchetti turistici, in Italia e all'estero"."Il viaggio – fa notare Giovannoni – è diventato un momento di attenzione da parte del fisco e, quindi, si preferisce evitare questo controllo sulle proprie tasche. E' come per le automobili di lusso: ultimamente per le strade si vedono circolare sempre meno porche o ferrari; i proprietari preferiscono lasciarle in garage al 'riparo' da controlli fiscali"."Il settore dei viaggi – continua – sta vivendo una vera e propria psicosi che scatta quando si supera il budget di 3.600 euro, che per legge deve essere trasmesso al fisco. Con il risultato che la gente o non va in vacanza oppure sceglie di rivolgersi a strutture estere dove non esiste la tracciabilità economica". "Se non si cambia alla radice il sistema – propone il presidente Fiavet – che chi viaggia viene visto come qualcuno che sottrae qualcosa al sistema, le cose non miglioreranno mai e si affosserà il sistema Paese. Non solo: si rischia -rimarca Giovannoni- di perdere l'occasione di guadagni e investimenti con l'Expo 2015". "Già cominciano – ricorda – le richieste di soggiorno a Milano, tuttavia le cifre sono troppo elevate e alla difficoltà di prenotazione le agenzie di viaggio si sono attrezzate ripiegando sulle città vicine come Bologna e Torino. In un'ora di treno, infatti, si sta tranquillamente in fiera con un notevole risparmio di denaro"."Purtroppo – osserva – non sono pochi coloro che, invece, decidono di pernottare addirittura in Svizzera per poi arrivare a Milano in concomitanza dell'evento da seguire. Questo il quadro desolante di un settore che sta arrancando. Non si capisce che così facendo le istituzioni ci stanno danneggiando. Noi, come Fiavet, lo abbiamo fatto presente più volte nelle sedi competenti, ma a tutt'oggi i nostri appelli e le nostre proposte sono rimaste inascoltate".