Home Nazionale Cia: a Natale crisi ‘mangia’ regali e viaggi, ma la tavola resiste

Cia: a Natale crisi ‘mangia’ regali e viaggi, ma la tavola resiste

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Roma, 20 dic. (Labitalia) – A Natale, la crisi accorcia la spesa per regali e viaggi, ma 'salva' pranzi e cene delle feste. Nonostante le tredicesime già occupate per far fronte a tasse, bollette e mutuo, le famiglie non rinunceranno alle tradizioni enogastronomiche e, per il carrello alimentare dei prossimi giorni, manterranno praticamente lo stesso budget del 2012. Merito anche dei prezzi sostanzialmente stabili dei prodotti tipici delle festività. E' quanto afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. "Secondo le nostre previsioni, quest'anno solo il 14% degli italiani spenderà meno per cibo e bevande, mentre l'86% lascerà quasi inalterato il 'fondo' per il cenone della vigilia e per i pranzi di Natale e Santo Stefano, per una spesa complessiva stimata in 3,2 miliardi di euro -spiega la Cia- cioè l'1% in meno rispetto allo scorso anno. Anche se gli oneri fiscali pesano e la riduzione del potere d'acquisto è netta, con la capacità di spesa delle famiglie tornata indietro di dieci anni nel 2013, gli italiani non rinunceranno a panettone, spumante e piatti della tradizione -osserva la Cia- scegliendo piuttosto di risparmiare su regali e settimana bianca. Il budget per i doni natalizi subirà infatti un calo del 5,5% sul 2012, mentre quello per i viaggi diminuirà fino al 9%".D'altro canto -ricorda la Cia- la convivialità a tavola è assolutamente radicata nella cultura nazionale. E trascorrere i giorni di Natale a casa, con la famiglia o gli amici, è una tradizione consolidata per nove italiani su dieci. Gli acquisti, però, saranno comunque più attenti -sottolinea la Cia- con prodotti e specialità enogastronomiche legate al territorio e alle tipicità regionali. Niente spese folli, quindi: salmone, ostriche, caviale e frutta esotica verranno consumate con il contagocce. Mentre ancora una volta lo spumante trionferà sullo champagne, con quasi il 95% dei brindisi rigorosamente 'tricolore'.