Roma, 18 dic. (Labitalia) – Primarie? No, grazie. E' secca la risposta che arriva da due 'generazioni' della Cgil alla proposta di Davide Faraone, responsabile nazionale welfare del Pd nella nuova segreteria 'targata' Renzi, che ha invitato il sindacato a "fare le primarie per coinvolgere quelli che pensano di rappresentare e che in realtà non rappresentano". "Quella di Faraone -spiega a Labitalia Vincenzo Scudiere, segretario confederale della Cgil e sindacalista di lungo corso- mi sembra una proposta che ha tanto di propagandistico, e che c'entra poco con quei valori del centro-sinistra ai quali il Partito democratico dovrebbe rifarsi. Si vede che l'onorevole Faraone non conosce il sindacato -attacca Scudiere- e dovrebbe documentarsi sulle differenze tra sindacato e politica. Dire che dovremmo fare le primarie come un partito mi sa tanto di propagandistico". Per Scudiere, il sindacato da tempo è impegnato nel cercare di rappresentare e includere nella contrattazione tutti i lavoratori. "Il sindacato italiano, e la Cgil in particolare -spiega il dirigente sindacale- ha avviato un percorso di riflessione su come riuscire a includere nella contrattazione e nella rappresentanza quelle 'forme di lavoro' che il sindacato stesso non ha scelto, ma che gli sono state imposte, e che portano tanti giovani a 'vivere' nel mondo del lavoro con poche tutele". Il problema centrale, secondo Scudiere, è che "credo che la politica pensi sempre ad altro, e non alle cose concrete per il Paese, come ad esempio il modo in cui far ripartire gli investimenti pubblici e privati. E l''effetto primarie' non si fa sentire neanche tra i più giovani del sindacato di corso d'Italia, guidato da Susanna Camusso. "Il sindacato è un luogo aperto e libero -spiega a Labitalia Andrea Brunetti, responsabile nazionale giovani della Cgil- in cui tutti si possono iscrivere e presentare delle proposte. Invito quindi Faraone a iscriversi al sindacato e presentare questa sua proposta. Al momento, la Cgil -ricorda Brunetti- è nella fase di dibattito congressuale all'interno del quale sono presenti i temi del cambiamento, come la contrattazione inclusiva, e cioè di come includere all'interno della contrattazione tutte quelle forme di lavoro precarie che non garantiscono tutele ai giovani. E ancora al nostro congresso si parlerà di Europa, di allargamento della platea degli ammortizzatori sociali, di giovani e precariato, e dei cambiamenti che lo stesso sindacato dovrà affrontare". Per Brunetti, Faraone dovrebbe pensare di più agli interventi per creare più occupazione. "Noi al congresso -spiega Brunetti- penseremo a come 'ricomporre' il mondo del lavoro, che è stato 'scomposto' per ultimo proprio da quella 'legge Fornero' votata dalle larghe intese e quindi anche dal Pd. La Cgil fin dalla legge Biagi si è sempre opposta a questa 'scomposizione' del mondo del lavoro che ha lasciato senza tutele e diritti i lavoratori più deboli". E sulla proposta di non prevedere l'articolo 18 per i neo-assunti, che dovrebbe essere contenuta nel 'Job Act' di Renzi, Brunetti attacca. "Nove contratti su 10 di ingresso nel mondo del lavoro -sottolinea- sono precari. E per i giovani quindi l'articolo 18 già non c'è e certo non si sono visti dei cambiamenti positivi dal punto di vista della crescita dell'economia".