Roma, 16 dic. (Adnkronos Salute) – Sempre meno pesce sulle tavole degli italiani. Secondo l?Osservatorio Nestlé-Fondazione Adi, l'Associazione italiani di dietetica e nutrizione clinica, solo il 33% degli italiani, rispetto al 38% dello scorso anno, mangia pesce almeno due volte alla settimana come indicano le linee guida del Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione per una corretta alimentazione. I dati 2013 della quinta edizione dell?Osservatorio Nestlé-Fondazione Adi sottolineano una riduzione del consumo di prodotti ittici sulle tavole: il 66% degli italiani ha modificato le abitudini alimentari per diminuire spese e sprechi. E proprio i consumatori più attenti al prezzo (pari al 67% del campione) afferma di consumare pesce saltuariamente (26%) o solo una volta la settimana (36%). "I dati sul consumo del pesce, alimento che custodisce numerose qualità nutrizionali, sono preoccupanti – spiega Giuseppe Fatati presidente Fondazione Adi e coordinatore scientifico dell?osservatorio – il periodo storico che stiamo vivendo porta a fare delle rinunce anche sul cibo che mettiamo in tavola, ma nei nostri piatti non deve mancare il valore nutrizionale di ciò che mangiamo. Piuttosto – aggiunge – consiglio altri tipi di pesce, quelli d?acqua dolce, che sono meno utilizzati ma che hanno le medesime proprietà nutrizionali e costano meno. Ad esempio la trota, presente in diverse varietà, possiede un bassissimo contenuto di colesterolo, è ricchissima di Omega 3 ed è altamente digeribile""Qualcuno – prosegue Fatati – si potrebbe sorprendere che vi sono solo 4,1 grammi di grassi e circa 20 grammi di proteine in 100 grammi di filetti di trota iridea, ma è sufficiente leggere le tabelle di composizione degli alimenti per averne conferma. Un?altra specie che potrebbe entrare nelle classiche ricette natalizie è il luccio, pesce presente nella tradizione culinaria della Lombardia e – conclude – anche dell?Umbria e utilizzato in molte diete perché considerato 'magro' grazie al suo basso contenuto di grassi".