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Ancot, equità fiscale per iscritti gestione separata Inps

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Roma, 16 dic. (Labitalia) – "Equità fiscale per i professionisti iscritti all'Inps gestione separata". A chiederlo è l'Ancot, Associazione nazionale consulenti tributari. "Purtroppo il problema -dice a Labitalia il presidente Ancot, Arvedo Marinelli- è noto da diversi anni e i politici ne sono a conoscenza: il grande peso fiscale che cade sui soggetti iscritti all'Inps gestione separata". "Tutto è cominciato – ricorda Marinelli – con un imponibile del 10% nel 1996 e si è arrivati al 27%. Non solo: con la legge Fornero era previsto un aumento di 6 punti in più, in pratica un incremento dal 27 al 33%. Noi abbiamo denunciato questa cosa, a nostro parere, assurda". "Perchè è impossibile – rimarca – che una categoria di professionisti possa pagare il 33% quando gli altri professionisti, a malapena, arrivano a pagare il 15%. Questo i politici lo sanno e devono trovare una soluzione al più presto". "Finalmente, su nostre pressioni – continua – il governo è riuscito a bloccare l'aumento del 6% nel patto di stabilità. Ma noi chiediamo una riforma della previdenza, in particolare della previdenza della gestione separata per tutto il mondo dei lavoratori autonomi non iscritti alle casse di previdenza". "Con l'aliquota al 27% – fa notare il presidente Ancot – siamo però in presenza di una misura assurda per la sua gravità, inspiegabile se contestualizzata nel periodo di gravissima congiuntura negativa che stiamo vivendo, oltre che inaccettabile perché fa lievitare in maniera insostenibile i costi di gestione di uno studio professionale". "Così non si combatte – sottolinea Marinelli – il lavoro sommerso delle false partite Iva, ma si penalizza una categoria, quella dei professionisti iscritti alla gestione separata, sempre più vessata: basti pensare, ribadisco, che gli altri professionisti e lavoratori autonomi, commercianti e artigiani versano aliquote molto più basse".