Roma, 12 dic. (Adnkronos) – "Sono persone che non hanno interessi comuni se non la protesta pura e semplice. Sono destinate a durare qualche tempo per poi rientrare in latenza ma era strano che in Italia non si fossero ancora verificate". Così Domenico De Masi, sociologo e professore di Sociologia del lavoro presso l'Università "La Sapienza" di Roma, commentando con l'Adnkronos l'ondata di proteste che in questi giorni si sta verificando in molte città italiane. "I politici, la crisi, l'europa, questi movimenti non hanno un nemico preciso e mettono insieme classi sociali che non hanno nulla in comune: dall'autotraportatore al tifoso, dal professore al disoccupato", aggiunge il sociologo. "Sono un fenomeno che, facilitato dalla rete, si è manifestato in tutto il mondo si pensi alle proteste in Turchia contro la costruzione di un centro commerciale, quelle in Francia contro i matrimoni gay, a volte ottengono qualcosa ma il più delle volte hanno risultati minimi". "Queste proteste – conclude il professore – sono il frutto della società post-industriale basata sulla produzione di beni immateriali, simboli, estetica e per questo sono molto diverse dalle lotte di classe che alla base avevano grandi pensatori".
Articlolo scritto da: (Gfa/Col/Adnkronos)(Gfa/Col/Adnkronos)(Gfa/Col/Adnkronos)