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Esperti di lavoro e manager hr a confronto al Forum risorse umane 2013

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Milano, 27 nov. (Labitalia) – Esperti di lavoro e manager delle risorse umane a confronto. Si è svolto oggi, a Milano, in piazza Affari, a Palazzo Mezzanotte, sede storica della Borsa Italiana, il 'Forum delle risorse umane 2013. Giunto alla sua quinta edizione, anche quest'anno l'evento è stata l'occasione per aziende, istituzioni pubbliche, università, business school, associazioni e sindacati, di incontrarsi per confrontarsi, attrarre i talenti, e allo stesso tempo dialogare con la comunità politica, economica, scientifica e sociale del paese. L'evento è organizzato da Comunicazione Italiana, il primo business social media italiano, che unisce 20 associazioni di categoria e oltre 61.000 top manager e professionisti della comunicazione, marketing e Hr management. "Anche quest'anno l'obiettivo ambizioso del 'Forum delle risorse umane' è quello della ricerca di soluzioni condivise utili a rispondere in maniera efficace alle sfide del cambiamento, oltre a dare un nuovo orizzonte di sviluppo sociale ed economico. Il Forum per noi è una grandissima opportunità per fare rete tra top management e aziende, e mettere al centro il lavoro", ha affermato Fabrizio Cataldi, organizzatore dell'evento e fondatore di Comunicazione Italiana. Per Anna Maria Mazzini, marketing manager di InfoJobs.it, che ha presentato dati sull'andamento del mercato in Italia, "il Forum è inoltre l'occasione per fare il punto sui temi lanciati l'anno scorso, per verificarne tendenze e evoluzioni: come è cambiata la definizione di flessibilità lavorativa per chi cerca lavoro e l'impatto che questa sta già avendo sulle aziende e i dipartimenti Hr; l'importanza del mobile e del social per la ridefinizione del recruiting digitale e il grado di preparazione e apertura delle aziende". Giorgio Angeli, managing director, responsabile settore Human Capital Management di Accenture, ha spiegato i vantaggi che l'evoluzione tecnologica può apportare in ambito Hr: "Le soluzioni di nuova generazione come Analytics, Mobility, Social e Cloud abilitano l'innovazione tecnologica nell'ambito delle risorse umane innescando una positiva ricaduta sul business. Diversamente dal passato, la trasformazione digitale consente infatti di introdurre innovazioni in modo più agile, veloce e a minor costo. Strumenti tecnologici come Social Collaboration, Gamification, App, influiscono positivamente sul coinvolgimento delle persone e sull'incremento della produttività e della talent retention, con impatti positivi sulle performance aziendali. Sulla base dell'esperienza con i propri clienti, Accenture ha rilevato infatti che esiste una forte correlazione tra l'engagement dei dipendenti e le performance finanziarie delle organizzazioni sia in termini di risultati economici, sia in termini di valore per gli azionisti".Presentati anche i risultati di un sondaggio sui cambiamenti più significativi che possono trasformare il mondo del lavoro. "Le opinioni e le percezioni degli italiani -ha sottolineato Sandra Bruno, direttore scientifico dell'Istituto Piepoli – illustrano una situazione di difficoltà, che tuttavia comincia finalmente a mostrare segni di ripresa e fiducia in una svolta. Molto importante nel cambiamento che verrà è il ruolo di imprenditori e dirigenti dell'area risorse umane, e in essi si ripone grande fiducia, e molto importante è il ruolo che gli italiani assegnano all'Unione europea. Il tema della meritocrazia nelle opinioni degli intervistati ne esce alquanto malconcio, ma in miglioramento rispetto allo scorso anno, perché aumenta la quota di quanti affermano che le aziende selezionano le risorse umane sulla base del merito. In uno scenario ancora difficile, si osserva in definitiva una situazione in evoluzione, i primi segnali di ripresa della fiducia degli italiani". Da parte sua, Franco Toffoletto, presidente dello studio legale Toffoletto De Luca Tamajo e soci, ha presentato un'analisi delle novità introdotte dalla riforma Fornero e un confronto tra la normativa italiana e quella prodotta da Francia, Regno Unito, Spagna e Belgio. "Nel clima di emergenza che si è creato, con una disoccupazione giovanile inquietante e drammatica, occorre assumere decisioni radicali", ha detto. "E' necessario facilitare la vita delle imprese e anche dar loro fiducia. In linea con quanto avviene in altri paesi dell'Unione europea (Gran Bretagna da sempre, e Spagna recentemente), si potrebbe provare, a titolo sperimentale per un quinquennio, a limitare l'applicazione dell'articolo 18, prevedendo un'indennità fissa pari a 3 mensilità in caso di recesso del datore di lavoro nei primi 24 mesi di assunzione a tempo indeterminato. Inoltre, occorrerebbe produrre, una volta per tutte, una norma semplice per la determinazione della rappresentatività sindacale. Non si può più aspettare", ha concluso.