Home Nazionale Violenza su donne: Servidori, ora serrare le fila su task force governo

Violenza su donne: Servidori, ora serrare le fila su task force governo

0

Roma, 25 nov. (Labitalia) – Eventi teatrali, manifesti, squadre di calcio come la Salernitana e il Frosinone che ieri sono scese in campo indossando maglie con un messaggio 'anti femminicidio', il Campidoglio acceso di rosso nella Capitale e centinaia di paia di scarpe rosse davanti all'ingresso del Centro di Produzione Tv Rai di Milano per ricordare le donne vittime di abusi. Sono solo alcuni dei tanti momenti che caratterizzano la giornata 2013 contro la violenza sulle donne. E c'è chi, come la consigliera nazionale di parità, Alessandra Servidori, è al lavoro anche oggi, per combattere le discriminazioni e "ogni forma di violenza perché di violenze ce ne sono tante", come spiega la consigliera a Labitalia. Negli stessi momenti in cui il premier Letta annunciava l'impregno del governo "a dichiarare guerra alla violenza su tutte le donne" e ricordava la task force messa in campo dall'allora ministro Josefa Idem, Servidori è impegnata oggi e domani a tenere un corso di formazione ai funzionari del ministero del Lavoro sulle materie di pari opportunità, "su come contrastare e prevenire la violenza nei luoghi di lavoro", spiega.Senza polemiche, ma con fermezza, la consigliera dice di "sentirsi più utile a lavorare, a fare". E commenta: "Vanno bene le iniziative che si fanno, gli eventi teatrali, ma ora bisogna davvero serrare le fila della task force interministeriale, non escludendo nessuno, perchè in Italia purtroppo non valorizziamo chi opera entro le istituzioni". Servidori rivendica all'Ufficio nazionale della consigliera di parità "un'operatività che deve essere rappresentata" e ricorda che spesso le consigliere di parità presenti nei territori costituiscono "un primo soccorso alle donne che chiedono aiuto". Per questo, avverte, "non bisogna escludere dalla task force gli organismi di parità". "Lavoriamo moltissimo con le tante associazioni femminili attive nel campo -osserva- dallo Sportello Rosa alla Casa delle donne, così come interagiamo da sempre con tutte le istiuzioni che sono interessate al problema, dalle Forze dell'ordine ai ministeri dell'Interno e dell'Istruzione, e ovviamente con il ministero del Lavoro. E facciamo parte della rete europea Equinet, strumento attivato dalla Commissione europea"."Insomma -conclude Servidori- non si può fare a meno degli organismi di parità per combattere la violenza, perchè la difesa delle donne parte dall'avere un'occupazione e una retribuzione".