Roma, 19 nov. (Adnkronos) – Il coniuge malato di 'shopping compulsivo' non ha diritto agli alimenti in caso di separazione. Il motivo? Le spese senza controllo configurano una "violazione dei doveri matrimoniali" al pari di un tradimento. Lo ha stabilito la Cassazione, confermando il no all'assegno di mantenimento nei confronti di una signora pisana, P.M., separata dal marito, che non riusciva a frenarsi negli acquisti e, arrivando anche a sottrarre soldi ai familiari, faceva spese sempre più frequenti e dispendiose comprando vestiti, borse, gioielli costosissimi. In primo grado, l'ex marito E.P., era stato condannato a mantenere la ex con duemila euro al mese. Somma annullata dalla Corte d'appello di Firenze (maggio 2008) che addebitava la separazione alla consorte, escludendo conseguentemente l'assegno di mantenimento, proprio alla luce dello 'shopping compulsivo'.
Articlolo scritto da: (Dav/Opr/Adnkronos)