Roma, 13 nov. (Adnkronos Salute) – Cala, anche se di poco, il numero delle denunce contro i medici e le strutture sanitarie. Nel 2011 il numero dei sinistri ha toccato quota 31.500, di cui quasi i due terzi relativi a polizze stipulate dalle strutture sanitarie, con una riduzione del 6,7% rispetto al 2010. A diminuire maggiormente sono stati i sinistri relativi alle strutture sanitarie (-8,1%). A illustrare i dati è l'Associazione nazionale imprese assicuratrici (Ania), oggi in audizione in Commissione Affari sociali della Camera in materia di responsabilità professionale del personale sanitario."Il fenomeno dell'aumento del numero delle denunce per malpractice medica nell'ultimo decennio – ha spiegato ai parlamentari il direttore centrale Ania, Roberto Manzato – ha riguardato molti Paesi sviluppati negli ultimi decenni e quindi non si tratta di un caso circoscritto al nostro Paese. Generalizzando – ha aggiunto – si può dire che le principali cause del fenomeno sono una maggiore consapevolezza e attenzione dei pazienti alle cure ricevute; un deciso aumento degli importi dei risarcimenti riconosciuti dai tribunali; l'ampliamento dei diritti e dei casi da risarcire da parte della giurisprudenza".Il boom di denunce contro medici e Asl fa sentire il suo peso sul Ssn. "Le conseguenze che ne sono derivate per il sistema sanitario nel suo complesso – ha detto Manzato – hanno comportato maggiori costi diretti anche in termini di risarcimenti dovuti ai pazienti con relativo incremento del costo delle eventuali coperture assicurative; maggiori difficoltà nei rapporti tra medico e paziente; maggiori costi indiretti derivanti dal ricorso alla cosiddetta medicina difensiva", che incide pesantemente sulle casse dello Stato: "Secondo recenti stime elaborate dal Cergas Università Bocconi – ha spiegato Manzato – raggiungerebbe il 10%, ovvero circa 13 miliardi, della spesa sanitaria complessiva".