Milano, 12 nov. (Labitalia) – Sarti, modellisti, ricamatori, ma anche tessitori, tintori, merlettaie. Figure importanti per la moda italiana protagoniste del volume 'Artefici di bellezza. Mestieri d'arte nella moda italiana', un'inedita ricognizione delle sorgenti alto-artigianali della moda italiana, realizzata su incarico della fondazione Cologni dei mestieri d'arte dal Centro di ricerca 'Arti e mestieri' e da ModaCult, Centro per lo studio della moda e della produzione culturale, dell'ateneo di largo Gemelli e presentata ieri a Milano.Il volume esplora la galassia fatta di migliaia di piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, che rappresenta il nucleo artigianale irrinunciabile e gelosamente custodito dalle nostre griffe, in quanto vero 'cuore' del savoir-faire, dello stile, della perfezione formale e sostanziale che sancisce ovunque il successo delle creazioni italiane. Si affronta anche il tema strategico ai fini della tutela e promozione del saper fare, che offre un'importante panoramica della situazione attuale all'indomani della riforma del sistema scolastico nazionale, proponendo alcuni temi importanti di riflessione ed esempi di formazione d'eccellenza. "Studiare -commenta Franco Cologni, presidente della fondazione Cologni dei mestieri d'arte- i rapporti quotidiani, reciproci e interlocutori tra il più raffinato artigianato e le produzioni su larga scala diventa non solo un terreno d'indagine meno esplorato, ma anche una prospettiva diversa dalla quale osservare l'evoluzione del sistema-moda"."Un sistema -fa notare- dove la sapienza della mano non va applicata solo al pezzo unico, ma va integrata in una filiera e in un apparato produttivo che deve ormai far fronte a domande globali, a politiche di distribuzione internazionali, ad aspettative sempre crescenti in termini di stile e di qualità. Intorno a questa parola, qualità, si gioca ancora oggi la credibilità della moda italiana".