Roma, 8 nov. (Adnkronos Salute) – ''Quando parliamo di dipendenze il nostro pensiero va subito alle dipendenze dalle droghe, alle tossicodipendenze purtroppo ancora diffuse sia nel nostro Paese che nel mondo. Ma ci sono anche forme di dipendenza più subdole, meno visibili, quelle cosiddette comportamentali, che tuttavia hanno un impatto sociale altrettanto devastante. Basti pensare al fumo, all'alcol, al gioco d'azzardo, ma anche alla dipendenza dal cibo, e alle nuove forme di dipendenza, come quelle da shopping, da fitness, da internet''. Lo ha sottolineato il presidente del Senato Pietro Grasso parlando al convegno 'Le dipendenze tra le cure e l'abbandono', nella Sala Capitolare della Biblioteca.Grasso ha definito questo fenomeno una ''piaga'' ed e' ''altissimo il prezzo che la societa'paga, in termini innanzitutto di vite umane, ma anche di costi per l'assistenza e per il recupero delle vittime. A questo si aggiunge un altro aspetto di grande rilevanza: le persone colpite da 'dipendenza', proprio perché annullate o affievolite nella loro volontà, costituiscono un bacino di 'utenza' per la criminalità organizzata, che non a caso trae molti dei suoi proventi illeciti dalla gestione del traffico di sostanze stupefacenti e dal mercato del gioco d'azzardo. La lotta contro le dipendenze diventa allora anche lotta contro la criminalità organizzata che ne contribuisce alla loro diffusione''.Dopo aver ricordato che ''la propensione ai comportamenti compulsivi, e soprattutto alla schiavitù delle sostanze stupefacenti coinvolge in particolare la parte giovanile della popolazione'', Grasso ha sottolineato che ''e' ormai urgente e necessario rivedere i nostri parametri, intercettare le nuove richieste di aiuto, aggiornare i servizi, cercare nuovi piani di intervento che mettano al centro terapie incentrate sulla 'persona', sui suoi bisogni specifici, sulle sue fragilità individuali ma anche, e soprattutto, sui punti di forza che sono presenti in ciascuno. Allargare il concetto di 'cura' – ha concluso- da una ambito farmacologico ad un più ampio 'prendersi cura' dell'altro''.