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Assistente domestico sostegno a popolazione che invecchia

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Roma, 7 nov. (Labitalia) – Una figura sempre più centrale del tessuto sociale del Paese, spina dorsale del 'welfare fai da te' e sostegno per una popolazione che invecchia, ma anche componente sempre più integrata del nucleo familiare. Questo l'identikit dell'assistente domestico tracciato dalla rivista 'Censis'. Dal 2001 al 2012 il numero delle persone che scolgono lavoro di collaborazione a domicilio per le famiglie è passato da 1.083 mila a 1.655 mila, per un incremento del 53%."La trasformazione – fa notare Natale Forlani direttore generale dell'Immigrazione e delle politiche di integrazione del ministero del Lavoro – della società, sotto il profilo della configurazione del mercato del lavoro e dell'organizzazione familiare, ha determinato l'incremento della domanda di servizi socio-assistenziali da parte dei nuclei familiari nei quali sono presenti persone affette da patologie che ne limitano l'autosufficienza"."Il settore dei servizi alle persone – osserva – è in continua espansione in conseguenza di tre tendenze strutturali: l'invecchiamento della popolazione, la crescente propensione al lavoro delle donne, la riorganizzazione dei servizi sanitari verso la domiciliazione delle prestazioni". "Il settore – commenta Forlani – evidenzia una problematica relativa alla mancanza di una politica organica tesa all'alleggerimento dei costi per le famiglie che, se usufruiscono del servizio, progressivamente non riescono più a far fronte alla psesa, se non riducendo i consumi o intaccando i propri risparmi; oppure, pur avendone necessità, non ne fruiscono perchè non sono in grado di sostenerne i costi". Prevalentemente donne (82,4%) e di età compresa tra i 36 e i 50 anni, la maggioranza dei collaboratori che lavorano presso le famiglie sono di origine immigrata (77,3% del totale), sebbene la loro presenza sul territorio sia abbastanza diversificata. mentre infatti al Nord e al Centro è quasi esclusiva, al Sud si registra una significativa incidenza di italiani, pari al 35,7%. La maggioranza proviene dai paesi dell'Est Europa (55,4%), ma anche le Filippine costituiscono un bacino importante di offerta di lavoro, visto che bebn il 7,8% proviene da quest'area.