PECHINO – Scintille Usa-Russia sulla questione caucasica, dove Mosca è intervenuta a sostegno delle ambizioni separatiste delle regioni georgiane dell'Ossezia del sud e dell'Abkhazia. I mediatori europei fanno la spola Tbilisi-Mosca per un accordo sul cessate il fuoco ma le parti non hanno ancora raggiunto un'intesa. Intanto, sono migliaia i profughi di questo conflitto, 30mila secondo l'Ue.
Dopo che il presidente Usa George W. Bush ha condannato le azioni militari di Mosca in Georgia (''questa violenza è inaccettabile'') il premier russo Vladimir Putin ha attaccato gli Stati Uniti, accusandoli di ostacolare le loro operazioni militari in Georgia. "Mi rammarico che alcuni nostri partner non ci stiano aiutando, cercando piuttosto di ostacolarci – ha detto il premier russo citato dalla tv di Mosca – Mi riferisco al trasferimento del contingente militare georgiano dall'Iraq a bordo di aerei militari americani direttamente nella zona del conflitto". Questa mattina, è infatti atterrato all'aeroporto internazionale di Tbilisi un aereo, alcune fonti parlano di due, con a bordo militari georgiani provenienti dall'Iraq e disimpegnati nell'ambito della mobilitazione decisa dal presidente georgiano Mikhail Saakashvili.
Mosca ha anche respinto l'offerta della Georgia per il cessate il fuoco contenuta in un documento firmato da Saakashvili alla presenza degli inviati dell'Ue e dell'Osce. "Secondo le informazioni delle nostre forze di pace nell'Ossezia del Sud – ha detto un portavoce del Cremlino – la Georgia sta continuando ad utilizzare la sua forza militare e per questo non possiamo tenere in considerazione questo documento".
La presidenza francese di turno dell'Ue ha proposto un piano in tre punti a Mosca e Tbilisi che prevede il rispetto dell'integrità territoriale georgiana, la cessazione immediata delle ostilità e il ritorno alla situazione sul terreno precedente all'inizio del conflitto. Impegnato nel tentativo di mediazione lo stesso presidente francese Nicolas Sarkozy che domani sarà a Mosca e nella capitale della Georgia.
Tbilisi, da parte sua, aveva già respinto oggi l'ultimatum delle forze russe presenti nella repubblica separatista georgiana dell'Abkhazia che avevano ordinato il disarmo delle forze georgiane presenti nella valle di Kodori, unica parte dell'Abkhazia rimasta sotto il controllo delle autorità di Tbilisi. Mosca ha dispiegato negli ultimi giorni in Abkhazia 9mila soldati e 350 veicoli militari.
La Georgia ha anche denunciato un bombardamento russo alle proprie installazioni militari nella regione di Zugdidi, al confine fra Georgia e Abkhazia. Ed esplosioni si sono udite nella notte a Tbilisi, dove aerei russi hanno attaccato il terminal del centro di controllo del traffico aereo. Il ministero georgiano degli Interni ha riferito anche di un bombardamento al terminal petrolifero del porto di Poti, mentre il presidente Mikheil Saakashvili ha denunciato un "massiccio" bombardamento della città georgiana di Gori durante la notte.
La Georgia teme che la Russia possa attaccare anche da terra la città natale di Stalin, presso il confine con l'Ossezia del sud. Ma le autorità militari russe non intendono estendere le proprie operazioni militari oltre la regione. "Non attraversiamo il confine, questo è il nostro principio chiave. I peacekeepers hanno ricevuto l'ordine di non invadere il territorio georgiano", ha detto il generale Anatoly Nogovitsin.
Durante la notte, però, migliaia di civili hanno cominciato ad abbandonare Gori, intasando la strada che conduce a Tbilisi. Secondo un portavoce della Commissione Europea a Bruxelles, sono circa 30 mila i profughi provenienti dall'Ossezia del sud giunti nell'Ossezia del nord, in territorio russo, e si teme l'afflusso di "almeno altri 10 mila". Circa 6.000 sono invece riparati nella capitale georgiana, Tbilisi.
Mosca afferma anche di aver affondato una nave georgiana che cercava di attaccare la sua flotta nel Mar Nero. Mentre Saakashvili sostiene che le forze georgiane hanno ucciso centinaia di militari russi e abbattuto 80-90 aerei. "Ci rammarichiamo profondamente per la perdita di vite umane", ha detto.
Le truppe russe hanno intanto assunto oggi il pieno controllo di Tskhinvali, capitale dell'Ossezia del Sud, dopo tre giorni di violenti combattimenti. L'operazione delle forze russe in Ossezia del Sud "è quasi conclusa", ha annunciato il presidente russo Dmitry Medvedev. La capitale Tskhinvali, ha detto ancora, "è sotto il controllo di un contingente russo di peacekeeping, che è stato rafforzato".