Bruxelles, 29 ott. (Labitalia) – "Profonde preoccupazioni" sulla proposta di direttiva europea sui prodotti del tabacco votata dal Parlamento europeo lo scorso ottobre perchè "non solo minaccia milioni di posti di lavoro dei tabacchicoltori in Europa, Africa, Stati Uniti, e nel resto del mondo, ma mette a rischio anche miliardi di dollari del commercio potenziale tra Stati Uniti e Europa". E' l'allarme che gli operatori internazionali della filiera della tabacco (tra cui l'associazione internazionale dei coltivatori di tabacco Itga, e l'associazione europea Unitab) hanno lanciato in una lettera indirizzata all'europarlamentare Linda McAvan, relatrice del testo della proposta della direttiva. La lettera è stata inviata a poche settimane dall'avvio del cosiddetto 'trilogo', il negoziato tra i rappresentanti di Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio dei ministri Ue che avrà il compito di trovare un compromesso tra le varie posizioni.Tra i punti più controversi, il divieto di uso di additivi e aromatizzanti nel tabacco, una misura che colpisce soprattutto il mercato del Burley, varietà molto coltivata anche in Italia. "Comprendiamo il divieto che il Parlamento europeo ha posto nei confronti di additivi come le vitamine o la caffeina -scrivono gli attori della filiera del tabacco- nonché di aromi caratterizzanti come il caramello, e ringraziamo che il Parlamento e il Consiglio abbiano tenuto conto delle nostre precedenti preoccupazioni. Ma restiamo decisamente allarmati dal testo dell'articolo 6 della direttiva votata dal Parlamento, che prevede un''autorizzazione' di tutti gli ingredienti da utilizzare nella lavorazione del tabacco e nella manifattura dei prodotti del tabacco". E, in aggiunta, "i criteri per l'inserimento degli ingredienti all'interno della lista sono tecnicamente impercorribili, rappresentando di fatto un divieto totale degli ingredienti". Ma, per i coltivatori di tabacco, il Parlamento europeo è andato "persino oltre, votando l'esclusione di diversi ingredienti dalla cosiddetta 'lista positiva', senza alcuna analisi dettagliata". "Larga parte di questi ingredienti -prosegue- sono largamente utilizzati nel cibo, nei farmaci e nei prodotti cosmetici. Il divieto di ingredienti che emettono monossido di carbonio durante la combustione, è una disposizione inspiegabile e confusionaria, dal momento che qualsiasi sostanza, quando bruciata, emette monossido di carbonio. Sebbene non riteniamo che sia volontà dei parlamentari europei, questa disposizione potrebbe significare tecnicamente un divieto totale per tutte le sigarette e i sigari nell'Unione europea"."In Europa, i tabacchicoltori di Polonia, Italia, Francia, Spagna, e Bulgaria, vendono il 90% dei propri prodotti -si legge nella lettera- all'interno dell?Ue. Le statistiche mostrano che il 96% delle imprese agricole europee attive nel campo del tabacco sono aziende a conduzione familiare, con una superfice media coltivata tra 0,5 e i 0,3 ettari. Questo significa che pochi coltivatori di tabacco hanno colture alternative su cui ripiegare su o risorse finanziarie per diversificare. Le conseguenze socio-economiche di un divieto ingredienti sarebbero devastanti in tutta l'Ue". "Altrove nel mondo, le implicazioni di questa proposta sarebbe ancora più dannose. In Malawi, per esempio, dove il Burley incide per oltre il 60% dei guadagni provenienti dall'estero, la proposta di divieto sugli ingredienti elaborata dal Parlamento europeo interesserebbe centinaia di migliaia di agricoltori e milioni di lavoratori nell?indotto", si legge ancora nella lettera. "L'Ue è il primo mercato per il tabacco Burley dagli Stati Uniti. Solo nel 2011, gli Stati Uniti hanno spedito più di 14 milioni di chilogrammi di Burley verso l'Ue, per un valore di oltre 110 milioni di dollari. Alla luce delle trattative commerciali in corso tra gli Stati Uniti e l'Unione europea, la proposta ha la conseguenza non voluta di discriminare gli agricoltori americani e potrebbe compromettere gli sforzi per concludere i negoziati commerciali tra i due continenti", si sottolinea."Non crediamo che queste conseguenze indesiderate, che mettono a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro e miliardi nel commercio, siano state l'obiettivo del Parlamento europeo", scrivono gli operatori internazionali della filiera del tabacco, che chiedono "una revisione dell'articolo 6 durante il processo dei negoziati sulla direttiva tabacco con il Consiglio e il Parlamento e di prendere in considerazione le nostre opinioni nell'interesse dei milioni di coltivatori di tabacco, delle loro famiglie e delle comunità che essi supportano in Europa e in tutto il mondo".